L’età biologica non è sempre indicativa del grado di fertilità di una donna ed infatti la fertilità è un dato che va continuamente a modificarsi, in funzione del cambiamento della vita delle donne moderne, della loro alimentazione e delle loro abitudine relazionali.

Senza contare il fatto che dall’inizio dello scorso secolo, la popolazione mondiale è notevolmente aumentata e nella maggior parte dei Paesi Sviluppati, l’aspettativa di vita media si è letteralmente duplicata; il professor Neri Laufer dell’ Ospedale Universitario Hadassah Ein Karen di Gerusalemme ha infatti dichiarato che dati tangibili confermano come attualmente nell’Europa e nell’Asia dell’Est i tassi di natalità siano inferiori ai tassi di mortalità, il che offre uno scenario futuro che vedrà nel 2020- per la prima volta nella storia di tutta l’umanità- il sorpasso dei vecchi con più di 65 anni sui bambini con meno di 5 anni.

L’aumento della vita media delle pazienti e dei pazienti ha portato la comunità medica internazionale all’impegno ed alla ricerca per la progettazione di nuove strategie che attenuino gli effetti dell’invecchiamento sul corpo e sui meccanismi cerebrali e che possano quindi garantire una vita non solo più lunga, ma anche più piacevole.

Se c’è qualcosa che però non si è riusciti per il momento a rallentare, è la curva discendente della fertilità femminile, che diminuisce man mano che la donna invecchia; più del 50% delle donne che si sottopongono a tecniche di procreazione assistita sono donne che, per motivi personali o professionali- hanno ritardato il momento del concepimento e si trovano quindi di fronte a problemi che riguardano solitamente la produzione degli ovociti, che possono portare alla formazione di un embrione aneupolide (con alterazioni cromosomiche), che nella maggior parte dei casi non si impianta oppure si sviluppa in un feto anormale.

La crioconservazione gameti è una tecnica che non risolve il problema ma migliora la probabilità di gravidanza nelle donne che sanno di non voler vivere la maternità in età ancora pienamente fertile. Questa tecnica infatti permette la conservazione degli ovociti in azoto liquido a -196°C e ad oggi risulta essere l’unica tecnica possibile per poter utilizzare al massimo una stimolazione ovarica; questo è un settore in cui la ricerca si sta concentrando moltissimo, al fine di migliorare le percentuali di gravidanza che attualmente sono circa del 10% per ciclo di scongelamento e del 12% per paziente.

Un altro tema sul quale la comunità medica internazionale sta cercando di sensibilizzare, è la prevenzione dell’impotenza maschile, che nella maggior parte dei casi potrebbe essere affrontata tempestivamente grazie alla prevenzione ed al controllo periodico; le azoospermia cure sarebbero spesso curabili anche tramite cure naturali e omeopatiche.

Questo disturbo è considerato la causa principale di sterilità maschile e si verifica quando un uomo eiacula meno di 20 milioni di spermatozoi in un millilitro di liquido seminale e può essere di tipo ostruttivo, quando i dotti deferenti risultano ostruiti, oppure di tipo secretorio, dovuto ad un malfunzionamento dei testicoli. La patologia riguarda il 15% delle coppie che hanno difficoltà a procreare e riguarda nel 60% dei casi soggetti affetti dal tipo ostruttivo (gli spermatozoi fertili si recuperano nel 100% dei casi) e nel 40% di tipo secretivo (50% dei casi risolvibili).



Articolo a cura di Serena Rigato

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