
Pages
▼
martedì 29 gennaio 2019
Assoedilizia, seminario su vendite giudiziali immobiliari: Marilisa D’Amico tra gli ospiti
Prorettore dell'Università degli Studi di Milano e Presidente dell'Osservatorio dei diritti immobiliari, Marilisa D'Amico è stata invitata ad aprire i lavori del convegno 2019 di Assoedilizia, dedicato al sistema delle vendite giudiziali immobiliari.


CEO Italian Awards: Valerio Camerano, AD di A2A, premiato nella categoria “Energy”
Valerio Camerano, alla guida di A2A, è stato riconosciuto per la sua intraprendenza e creatività, oltre che per il suo contributo alla crescita e innovazione del Paese. Per l'AD il premio funge da motivazione per proseguire lungo il percorso del rinnovamento e dello sviluppo.


Valerio Camerano: i motivi del riconoscimento ricevuto a Milano
Durante la prima edizione dei CEO Italian Awards sono stati selezionati i 200 migliori top manager attivi in Italia: 9 CEO italiani hanno ricevuto questo importante riconoscimento durante la serata di premiazione milanese presso la suggestiva cornice dell'Hotel Mandarin Oriental Milan, in seguito all'Executive Summit 2018. Tra i vincitori è stato premiato Valerio Camerano, Amministratore Delegato di A2A. L'evento annuale dell'Executive Club riunisce business leader, top manager, rappresentanti delle istituzioni, esperti e accademici provenienti da tutto il mondo: lo scopo è dar vita alla discussione e analisi sui macro trend attesi per l'anno successivo, in modo da stimolare idee sempre innovative e favorire la crescita del Paese. Business International, divisione di Fiera Milano Media, e Forbes Italia hanno collaborato per promuovere il riconoscimento riservato esclusivamente ai top manager più innovativi e di successo che sono attualmente alla guida delle aziende italiane. Grazie al talento dimostrato, alla sua creatività e intraprendenza, Valerio Camerano è stato riconosciuto per la categoria "Energy". "Sono sinceramente grato per il premio che mi è stato consegnato, come tutte le cose davvero speciali è giunto inatteso e gratificante", ha dichiarato l'AD di A2A. "Fungerà da enzima motivazionale per proseguire il percorso di innovazione abitudinaria e diffusa a cui sono chiamate le imprese nella sfida della trasformazione e del cambiamento".La carriera e l'esperienza professionale di Valerio Camerano, AD di A2A
Originario di Roma, Valerio Camerano è Amministratore Delegato di A2A S.p.A. dal 2014 e Direttore Generale del Gruppo da giugno 2017. Vicepresidente di Elettricità Futura, fa parte inoltre della Giunta Esecutiva di Utilitalia ed è Vicepresidente del Gruppo Energia di Assolombarda. In seguito alla laurea in Economia e Commercio, conseguita presso l'Università LUISS Guido Carli di Roma, si specializza all'estero frequentando l'Advanced Management Programme della INSEAD Business School di Fontainebleau, in Francia. Nel 1991 entra in CITIBANK, occupandosi di investimenti e Corporate Banking, per poi passare nel 2000 a Camuzzi con il ruolo di Direttore Strategie e Sviluppo. In seguito all'esperienza come Direttore Generale di Plenia, separazione societaria tra rete gas e clienti, Valerio Camerano entra in Enel nel 2002: svolge il ruolo di Direttore Generale di Enel Gas, gestendo circa 500 persone e conseguendo un fatturato di 1.5 miliardi di Euro. Nel 2006 viene nominato Amministratore Delegato di GDF Suez Energie, gruppo internazionale francese per il quale opera inoltre nel Comitato esecutivo, assumendosi la Responsabilità per l'Italia su Business Development, Comunicazioni e Relazioni Istituzionali. Col suo arrivo in A2A il manager ottiene diversi traguardi importanti, dedicando sempre particolare attenzione a un approccio sostenibile orientato all'innovazione.Fondazione 2021: i grandi eventi di Cortina nelle parole del Presidente Alessandro Benetton
Tre giorni di velocità e adrenalina: Cortina ha ospitato la Coppa del Mondo di sci alpino femminile, ma il pensiero, come afferma Alessandro Benetton a "La Stampa", è già rivolto alle prossime sfide, i Mondiali di sci alpino del 2021 e la candidatura con Milano per le Olimpiadi Invernali 2026.

Alessandro Benetton: Cortina ospita la Coppa del Mondo di Sci alpino femminile
Weekend di grande sport per Cortina che il 18, 19 e 20 gennaio ha ospitato la Coppa del Mondo di sci alpino femminile, uno degli appuntamenti più attesi del Circo Bianco. Una competizione importante che proietta la città verso i Campionati del Mondo di sci alpino 2021 a cui sta lavorando con grande impegno la Fondazione Cortina 2021 presieduta da Alessandro Benetton. "Attorno al progetto per i Mondiali si è creata un'energia positiva che ha contagiato operatori economici e residenti, ma anche turisti e cittadini dell'area bellunese" ha spiegato il Presidente a "La Stampa". "Si registra una virtuosa collaborazione pubblico-privato ma c'è soprattutto una macchina organizzativa fatta di professionisti e giovani, un team elogiato dalla Federazione internazionale" ha fatto inoltre notare Alessandro Benetton.Il sogno delle Olimpiadi 2026 a Cortina: l'impegno di Alessandro Benetton
Per Alessandro Benetton la parola d'ordine è "rinnovare". Solo così Cortina non si farà trovare impreparata davanti ai grandi appuntamenti che la attendono: i Campionati del Mondo di sci alpino 2021 ma non solo. Sullo sfondo c'è anche la candidatura insieme a Milano per le Olimpiadi del 2026. E, come ha sottolineato il Presidente di Fondazione Cortina 2021 Alessandro Benetton, "con gli impianti rinnovati questa squadra sarà il miglior biglietto da visita per affrontare la grande sfida delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026". Intanto la città si gode il successo della Coppa del Mondo di sci alpino femminile: una tre giorni di gare, all'insegna dell'adrenalina e della velocità. Due discese libere, il venerdì e il sabato, e la domenica un supergigante sull'Olympia delle Tofane, prestigiosa cornice di alcune delle più celebri imprese in ambito sciistico.giovedì 24 gennaio 2019
Vuoi richiedere dei danni morali dopo un incidente stradale? Vediamo come fare
Un incidente stradale è un evento spiacevole che può capitare a chiunque e non sempre coinvolge solo le vetture, ma anche i guidatori possono essere feriti e avere dei danni semi- permanenti o permanenti, per non parlare di quando ci si trova coinvolti in un incidente stradale.
Se vi è capitato un incidente stradale e la responsabilità del sinistro non era vostra, avrete avuto sicuramente un risarcimento da parte della compagnia assicurativa, ma la somma ricevuta era davvero adeguata o non riusciva nemmeno a coprire le spese? Per ottenere un risarcimento adeguato alle vostre esigenze che non copra soltanto i danni alla vettura, ma anche i danni morali e fisici che ne sono derivati è necessario affidarsi ad un legale specializzato nel risarcimento danni da sistro stradale.
Il compito del legale nel risarcimento del danno morale
Le compagnie assicurative, quando si verifica un incidente stradale, sono obbligate al risarcimento del danno patrimoniale cioè devono sostenere le spese per la riparazione della vettura, ma non solo devono anche liquidare il cosiddetto danno biologico che si verifica quando subentrano lesioni o morte della persone coinvolte nell'incidente.
Il risarcimento per il danno biologico mira a dare un valore ad un bene immateriale che è la salute, quindi è sempre difficile quantificarlo e ottenere una liquidazione equa. Per definizione, il danno biologico ricomprende tre categorie di danno:
- danno biologico;
- danno morale;
- danno esistenziale.
Il danno biologico per eccellenza consiste nella lesione dell'integrità psico-fisica del soggetto coinvolto nell'incidente, mentre il danno morale attiene di più alla sfera personale e si intende come una sofferenza o un turbamento creatosi dopo il sinistro. Il danno esistenziale invece identifica quel peggioramento della qualità della vita: sconvolgimento delle abitudini, difficoltà relazionali.
Non è semplice quantificare un danno non visibile come quello morale o esistenziale, per questo ci si affida alla professionalità e all'esperienza degli avvocati specializzati in risarcimento danni da sinistri stradali che sapranno valutare con equità il vostro danno e si impegneranno per farlo riconoscere alla compagnia assicurativa.
Come si calcola il danno morale?
Il danno biologico, ad esempio viene liquidato in base a delle tabelle che assegnano dei punti di invalidità, in questo modo il soggetto potrà avere un'idea generale dell'ammontare del risarcimento. Lo stesso discorso non vale purtroppo per il danno morale, infatti per questo tipo lesione non è possibile stabilirne l'entità in linea generale, ma sarà necessario valutarlo caso per caso.
Visto che il danno morale non è incasellabile in tabelle standard sarà obiettivo dell'avvocato provare l'entità della sofferenza e del turbamento del soggetto coinvolto nell'incidente. Per comprendere il danno morale, si pensi ad un incidente stradale in cui il soggetto investito ha visto compromessa la mobilità articolare delle gambe, in questo caso la lesione non soltanto avrà provocato dolore e sofferenza e lo stato di invalidità, ma avrà anche generato depressione e stress visto che il soggetto non potrà svolgere il suo lavoro o continuare con naturalezza le sue attività quotidiane, in questo caso come si valuterà il danno morale?
Il danno morale verrà calcolato in base alle prove che il danneggiato porterà a sostegno della sua tesi: certificati medici, perizie psicologiche, testimonianze di parenti e amici o del datore di lavoro, ecc. In questi casi, il legale reperirà tutte queste prove e si occuperà di far valere con decisione le pretese del danneggiato per ottenere il risarcimento da danno morale più equo e congruo.
Il risarcimento da danno morale è molto importante quando si è coinvolti in un incidente stradale mortale, una situazione particolarmente tragica e penosa che coinvolge non soltanto chi era presente al sinistro ma anche chi ha legami con la vittima. La legge riconosce ai parenti delle vittime un risarcimento sia patrimoniale che danno biologico, che può variare a seconda del caso e che viene stabilito in sede giudiziaria.
Un buon legale vi saprà indicare il giusto percorso per la vostra richiesta di risarcimento di danno morale e vi assisterà in ogni fase processuale per farvi ottenere un compenso adeguato alle vostre sofferenze.
mercoledì 23 gennaio 2019
Autostrade per l’Italia, il Consulente Giuseppe Mancini: “No cedimento stralli”
Solo lo strallo analizzato a Zurigo era in cattive condizioni, gli altri no: il Consulente Tecnico di Autostrade per l'Italia Giuseppe Mancini fa chiarezza in merito alle anticipazioni sulle analisi dei reperti inviati a Zurigo.


Autostrade per l'Italia: le precisazioni del Consulente Tecnico Giuseppe Mancini
La capacità portante del Ponte Morandi, a Genova, era garantita. Lo sostiene Giuseppe Mancini, Ordinario di Tecnica delle costruzioni e Consulente Tecnico di Autostrade per l'Italia in merito a quanto anticipato da alcuni organi di stampa circa le condizioni di un generico o generale 'ammaloramento' del Ponte Morandi. Giuseppe Mancini fa chiarezza e in una nota spiega come i reperti inviati dai periti del gip di Genova a Zurigo siano "solo quelli che presentavano alcuni segni di ossidazione e ammaloramento, a fronte di uno stato complessivo del ponte ben differente". Entrando nello specifico, il Consulente Tecnico di Autostrade per l'Italia ha sottolineato inoltre come dei quattro attacchi degli stralli all'antenna, tre fossero in condizioni molto buone: "Solo uno (il reperto 132 inviato a Zurigo) presentava segni di ossidazione non visibili dall'esterno".Autostrade per l'Italia: Giuseppe Mancini scagiona i tiranti
Nella nota Giuseppe Mancini precisa inoltre che le prove effettuate a Zurigo e le classificazioni sommarie non sono ancora terminate e sono state effettuate solo visivamente. "Lasciano dedurre che, anche tenendo conto dell'ossidazione evidenziata dopo il crollo, la capacità portante fosse comunque garantita" aggiunge il Consulente Tecnico di Autostrade per l'Italia: ciò è confermato "dal fatto che un'eventuale perdita di capacità portante degli stralli associata alla progressiva rottura dei cavi avrebbe nel tempo determinato allungamenti degli stralli con un conseguente importante quadro fessurativo, non verificatosi prima del crollo". Il Consulente di Autostrade per l'Italia, Giuseppe Mancini ribadisce quindi quanto già affermato in diverse occasioni: la causa scatenante del crollo non è dovuta al cedimento della testa dello strallo, il cosiddetto reperto 132. Il Professore ha espresso le sue posizioni anche in una lettera pubblicata da "la Repubblica" lo scorso 15 dicembre.Claudio Descalzi: Eni e sostenibilità, il connubio si realizza anche a Gela
Sinergia, simbiosi industriale e cambio culturale sono i tre pilastri su cui Eni ha costruito il modello integrato di economia circolare, di cui il progetto "Waste to Fuel" è emblema: la soddisfazione dell'AD Claudio Descalzi nell'intervista a "Il Sole 24 Ore".

Claudio Descalzi: Eni, avviato a Gela il progetto pilota "Waste to Fuel"
Lo scorso 27 dicembre Eni ha avviato il primo impianto a Gela per la produzione di biocarburanti dai rifiuti. Un progetto sperimentale. "Un esempio tangibile del modello integrato di economia circolare imperniato su tre pilastri (sinergia, simbiosi industriale e cambio culturale)" lo ha definito l'AD Claudio Descalzi, sottolineando come il progetto consentirà di "acquisire le informazioni necessarie per la progettazione di nuovi impianti su scala industriale che Eni realizzerà in altri siti dapprima in Italia". Come ha spiegato a "Il Sole 24 Ore", l'idea è quella di replicare il modello "Waste to Fuel", ossia di ricavare combustibile dal recupero e dalla trasformazione della frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU). "È il materiale che proviene appunto dalla raccolta differenziata dell'organico, più comunemente detto umido" ha spiegato Claudio Descalzi: nello specifico "si tratta di residui di cibo o preparazioni alimentari e frazioni assimilabili, come carta per alimenti sporca di residui alimentari". L'impianto è stato realizzato da Syndial, società ambientale di Eni, all'interno della Raffineria di Gela.Claudio Descalzi a "Il Sole 24 Ore": i progetti ecosostenibili di Eni
Obiettivo di Eni, come annunciato dall'AD Claudio Descalzi nell'intervista a "Il Sole 24 Ore" è quindi quello di "realizzare diversi impianti Forsu distribuiti presso le principali città e riuscire a eliminare una grande quantità di rifiuti organici, riutilizzandoli e fornendo un significativo contributo in termini di vantaggi ambientali alle grandi aree urbane in Italia e all'estero". L'AD ha inoltre evidenziato come dal 2012 al 2017 il gruppo abbia investito circa 5 miliardi di euro tra riconversioni industriali, ricerca e bonifica: "Nel prossimo piano indicheremo l'impegno per l'economia circolare che include, oltre alla raffinazione "green", anche la chimica e il progetto rinnovabili". Oltre a Gela, Eni sta implementando il progetto per la realizzazione di un prototipo industriale a Ravenna e sta studiando anche lo sviluppo di un impianto su larga scala: l'intenzione del gruppo, come ha spiegato Claudio Descalzi, è di "spingerne la diffusione in Italia e proporne l'adozione anche all'estero, in grandi metropoli come Il Cairo, Lagos o Algeri".martedì 22 gennaio 2019
Consoft Sistemi punta sulla leadership nella Digital Transformation

Un’offerta competitiva e recenti attività associative e di partecipazioni a specifici Competence Center pongono Consoft Sistemi tra le società di spicco nel panorama tecnologico della Digital Transformation e del piano Industria 4.0
Sono stati confermati da Consoft Sistemi anche per il 2019 gli investimenti relativi alle nove Practice che rappresentano l’offerta di questa consolidata azienda, sul mercato dell’ICT da ben trentatré anni. Si tratta di nove aree tematiche atte a occuparsi di soluzioni “end to end” attraverso attività di consulenza tecnologica e metodologica, formazione, realizzazione di soluzioni integrate ed erogazione di servizi in insourcing/outsourcing. Un’offering che punta fortemente sul raggiungimento della leadership nell’ambito della digital transformation.
“Le nostre Practice – ha sottolineato Claudio Saluta, Sales Manager di Consoft Sistemi – partono dall’offrire un approccio metodologico di gestione Agile del ciclo di vita del software fino alla valorizzazione del dato con soluzioni di Analytics e Big Data, lavorando anche sulle tematiche innovative di Machine Learning e Intelligenza Artificiale.”
Claudio Saluta ha proseguito: “Tra le nostre Best Practice facciamo anche affidamento sulle API per una integrazione completa e flessibile e ci occupiamo di Digital Content & Document Management, di System & Networking Management, Application Performance Management e Application Monitoring. Supportiamo inoltre i nostri clienti nella sicurezza infrastrutturale e in quella applicativa e, infine, abbiamo anche una Practice che si focalizza su tematiche IoT nelle aree Smart City, E-Health e Smart Factory”.
Oltre a una proposizione commerciale ben strutturata e definita, Consoft Sistemi si sta dimostrando sempre più attenta e presente nelle attività associative e di cooperazione.
Recentemente è stata tra i soci fondatori dell’associazione “Donna Professione STEM” che ha lo scopo di promuovere la partecipazione femminile agli studi STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics), promuovere le iniziative di attrazione e sviluppo delle professionalità femminili STEM e promuovere politiche di inclusione e partecipazione come strumento per aumentare la competitività industriale.
“Iniziative in tal senso – ha illustrato Cristina Bonino, CEO Consoft Sistemi – sono partite già nei mesi scorsi e alcune/i colleghe/i di Consoft Sistemi sono stati coinvolti sia per le testimonianze nelle scuole, sia per lo STEM Tour che si è svolto qualche mese addietro”.
Al contempo Consoft Sistemi è entrata a far parte del recentemente costituito CIM 4.0, guidato dal Politecnico e dall’Università di Torino, che è un Competence Center piemontese sull’advanced manufacturing nell’ambito del Piano Industria 4.0. “Il Centro di Competenza – ha spiegato Cristina Bonino – metterà a disposizione delle aziende ‘linee pilota’ innovative per diverse tecnologie manifatturiere e costituirà un punto di riferimento in tutti gli ambiti ad esse collegati, quali Big Data, Internet of Things, robotica, fotonica, cyber-security, nuovi materiali, efficientamento energetico dei processi, inclusa l’organizzazione del lavoro e della produzione”.
Oltre al CIM 4.0, Consoft Sistemi ha aderito in questi giorni anche al MADE, il nuovo Competence Center guidato dal Politecnico di Milano che si pone come obiettivo a medio termine di raggiungere in tre anni più di 10.000 persone attraverso attività di informazione e divulgazione sulle potenzialità delle tecnologie digitali, erogare più di 86.000 ore-uomo di formazione, sviluppare più di 390 progetti e 200 assessment digitali coinvolgendo circa 15.000 aziende italiane, di cui l’80% rappresentato da PMI.
“Con questa ulteriore adesione che segue quella del Competence Center di Torino – ha concluso Cristina Bonino – Consoft Sistemi si pone oggi tra le principali società di spicco nel panorama tecnologico della Digital Transformation e del Piano Industria 4.0″.
venerdì 11 gennaio 2019
Enel: Claudio Machetti illustra i progetti in tema di Weather Derivates
Claudio Machetti spiega a Milano Finanza l'importanza dei derivati climatici per i futuri progetti di Enel: "Abbiamo iniziato con gli impatti che la temperatura ha sui consumi dei nostri clienti, per poi passare a studiare le necessità della generazione rinnovabile".


Clima e imprese: l'importanza dei Weather Derivates secondo Claudio Machetti
Secondo un'indagine condotta da DNV GL con l'istituto di ricerca GfK, quattro aziende italiane su dieci ammettono che il clima ha effetti sul business, ma sono davvero poche quelle che decidono di tutelarsi. Enel ha già deciso di puntare sui Weather Derivates: lo ha confermato durante un'intervista a Milano Finanza Claudio Machetti, Responsabile della Global Trading Business Line del Gruppo. Le coperture sulle condizioni meteorologiche influenzano la produzione di energia e non solo, per questo Enel si è attivata da tempo per sfruttare le potenzialità legate ai Weather Derivates, ancora oggi poco utilizzate. A parità di funzionamento, i derivati climatici si differenziano da quelli finanziari tradizionali in quanto non stabilizzano i risultati di un'azienda sulla base dei tassi di cambio, d'interesse o dei prezzi delle materie prime, ma su elementi naturali come il vento, la pioggia e la neve. Vengono trattati da listini specializzati come il CME (Chicago Mercantile Exchange). Dei 15 miliardi di dollari movimentati ogni anno, solo 3 miliardi riguardano aziende europee. Secondo Claudio Machetti, il target potenziale è comunque amplissimo: "Si pensi per esempio a un'azienda vinicola e a come una stagione estremamente severa possa far bruciare tutto il raccolto, agli impianti sciistici e a cosa succede quando non nevica per diverse settimane, o piove costantemente, e anche a uno stabilimento balneare e a quanto possa fare la differenza una stagione di pieno sole rispetto a una di pioggia costante".Derivati climatici: Claudio Machetti commenta i progetti di Enel
"Abbiamo maturato nel tempo expertise notevoli nella gestione di queste esposizioni all'interno di un portafoglio sempre più diversificato e integrato, ma è solo da due anni che lo sviluppo dei derivati climatici ci ha permesso di iniziare ad estendere queste pratiche di hedging maturate in ambito commodities per mitigare gli effetti della volatilità degli elementi metereologici sui nostri margini attesi", ha spiegato Claudio Machetti. "Abbiamo iniziato con gli impatti che la temperatura ha sui consumi dei nostri clienti, per poi passare a studiare le necessità della generazione rinnovabile che, per definizione, è la più esposta all'andamento delle variabili climatiche". Il Responsabile della Global Trading Business Line di Enel ha spiegato che sono in fase di studio nuovi strumenti avanzati per le previsioni climatiche. Enel si è aggiudicata i fondi europei in ambito "Horizon 2020", grazie alla collaborazione con realtà accademiche e meteorologiche d'importanza nazionale e internazionale. Claudio Machetti ha dichiarato che il Gruppo guarda soprattutto agli Stati Uniti e al Sudamerica, con particolare attenzione per il Cile e per lo sviluppo di prodotti di hedging per gli impianti di produzione esposti al rischio di siccità, per un successivo deployment a livello globale.mercoledì 9 gennaio 2019
Npo Sistemi: innovare con gli IoT Services
Lo sviluppo dell’Internet of Things (IoT) e delle relative soluzioni in molteplici ambiti di applicazione è in continua ascesa. Per Npo Sistemi, attraverso l’applicazione di queste tecnologie, adesso più che mai è possibile innovare i processi produttivi aziendali dei propri clienti, affinarne i servizi e personalizzarne i prodotti, soprattutto grazie alle capacità analitiche che oggi sono applicabili ad elevati volumi di dati. Npo Sistemi supporta le aziende nello sviluppo di progetti innovativi basati su tecnologie IoT grazie alla propria esperienza in qualità di IT-OT (Information Technology – Operational Technology) System Integrator in grado di realizzare e integrare infrastrutture IoT attraverso un approccio consulenziale rivolto sia agli interlocutori business che operational delle aziende.
“L’approccio proposto da Npo Sistemi – ha illustrato Francesco Gallo, Head of Digital Transformation di Npo Sistemi – si basa su un’esperienza pluriennale nella gestione di oggetti interconnessi distribuiti sul territorio nazionale e sulla presenza capillare dell’assistenza tecnica e delle strutture preposte alla logistica. I dati prodotti dagli ‘smart objects’ vengono raccolti e studiati mediante tecniche di Advanced Analytics e Big Data Management con lo scopo di far emergere il valore contenuto nei dati e sfruttare al meglio le opportunità offerte dall’IoT. Per migliorare l’efficienza operativa, inoltre, Npo Sistemi è in grado di sviluppare modelli Data-to-Action, sfruttando tecnologie cloud, on-premise oppure ibride, al fine di implementare, insieme alle aziende, strategie per la trasformazione digitale dei processi e supportare l’innovazione dei modelli di business rivolti ai clienti finali”.
La modalità di supporto alla clientela prevede la seguente attività: si parte da una consulenza iniziale, con l’analisi dei bisogni e il relativo assessment, successivamente viene proposto il supporto all’evoluzione del modello organizzativo, la progettazione e la personalizzazione delle soluzioni e, infine, vengono erogati servizi di monitoraggio per tutti i sistemi.
Gli IoT Services di Npo Sistemi coprono, oltre all’espressione delle capacità analitiche ed architetturali attraverso un approccio consulenziale end-to-end, le seguenti offerte verticali: Smart Lockers System Integration, Smart Object Managed Services e Robotic Devices Managed Services.
“I servizi di Smart Lockers System Integration – ha illustrato FrancescoGallo – sono ideali per le aziende che vogliono offrire ai propri dipendenti la possibilità di fruire di un servizio per la gestione (spedizione/ritiro) dei pacchi personali direttamente sul luogo di lavoro. Noi ci occupano della fornitura, dell’installazione e della gestione degli Smart Lockers, ovvero degli armadietti hi-tech utilizzati come punti self-service di ‘pick up and delivery’, oppure di ‘store’ per merci e alimenti. Oltre alla comodità del servizio, elaborando ed analizzando i dati prodotti dagli Smart Lockers e quelli relativi ai clienti che li utilizzano, è anche possibile migliorare costantemente la Customer Experience offrendo servizi personalizzati sulla base delle esigenze e delle abitudini della clientela”.
“Con gli Smart Object Managed Services – ha proseguito FrancescoGallo – Npo Sistemi gestisce e monitora le tecnologie e le soluzioni IoT del cliente ponendosi come unico interlocutore per il controllo dello stato e delle attività, oltre che per l’assistenza in loco in caso di necessità. In sostanza, supportiamo le aziende ad ottenere valore dai dati prodotti dagli smart objects al fine di creare modelli e procedure basati sull’analisi delle informazioni. La rapidità con cui vengono analizzate le informazioni riteniamo sia, infatti, un importante valore aggiunto, poiché consente di apportare rapidamente miglioramenti ai processi e aumentare l’efficienza operativa. L’IoT diventa così un motore per l’innovazione e per lo sviluppo di nuovi servizi e modelli di business”.
“Infine – ha ripreso Francesco Gallo – con i Robotic Devices Managed Services Npo Sistemi supporta le aziende che hanno flotte di sistemi automatici distribuite sul territorio ad evolvere verso i paradigmi dell’Industria 4.0. Applicazioni tipiche di questi servizi sono la gestione degli impianti produttivi, dei magazzini e della logistica, automatizzando le attività mediante l’utilizzo di robot. Ci facciamo carico dell’assistenza tecnica, della manutenzione delle strutture e della gestione delle parti di ricambio a garanzia della continuità operativa. Anche questi servizi prevedono l’implementazione di tecnologie per la raccolta e l’analisi dei dati con l’obiettivo di trasformarli in informazioni strategiche”.
Npo Sistemi propone dunque alle aziende nuovi livelli di produttività ed efficienza in una logica coerente con i più recenti sviluppi della smart factory. “Apriamo la strada – ha concluso Francesco Gallo – agli ambienti di lavoro sempre più digitalizzati e connessi in grado di rispondere all’esigenza di maggiore velocità e flessibilità imposta dall’odierno contesto di mercato”.
Per maggiori informazioni: info_marketing@nposistemi.it
mercoledì 2 gennaio 2019
La logistica punta decisa verso l’innovazione
Nell'attuale scenario, le
aziende operanti nel comparto della logistica e quelle che sviluppano soluzioni
di supporto ai servizi logistici sono sempre più chiamate a confrontarsi con un
mercato che richiede un costante innalzamento sia della qualità che della
performance dei processi.
Va da sé che anche l’avanzare
ineluttabile dell’e-commerce impone nuove sfide e, in particolare, richiede
alle società logistiche stesse, sul versante dei servizi e delle strutture da
esse offerti, di rimodulare il rispettivo approccio al mercato. In tale ambito,
è la spinta rivolta verso l’innovazione a svolgere un ruolo decisivo: in linea
con la crescente trasformazione tecnologica e digitale, sempre nuove soluzioni
continuano a fare il proprio ingresso nella quotidiana operatività dei player
del comparto...
- Con testimonianze aziendali di CLS,
XPO, Chep, P3 Logistic Parks, Palletways, Datalogic, Jungheinrich Italiana,
KFI, LPR, OM Still, TESISQUARE, Number 1 Logistics Group, SES imagotag.
Segue su:
