Come funziona un diffusore?
I diffusori per ambiente sono dispositivi in grado di migliorare il
benessere in casa. Tramite quella che si chiama aromaterapia, immettono
nell'area gli oli essenziali, che oltre a contenere la fragranza, sono
caratterizzati da eccezionali proprietà benefiche e rilassanti.
Gli ambienti dove si inseriscono questi particolari oggetti di design, diventano più accattivanti, salubri e confortevoli.
Il diffusore per ambiente ad ultrasuoni si contraddistingue per la sua
capacità di generare una nebbiolina, attraverso la sua tecnologia.
Infatti, la pastiglia di ceramica che si trova al suo interno, non
appena viene attivata elettricamente, inizia a vibrare ad una frequenza
molto alta, provocando la diffusione nell'ambiente circostante degli oli
essenziali, tramite l'evaporazione dell'acqua con cui gli oli sono
mischiati.
Dunque, viene generata in modo continuo una vera e propria
nuvola rarefatta.
Inoltre, questo diffusore di aromi lavora a freddo, non modificando le
caratteristiche molecolari degli oli essenziali, così come prevede
l'aromaterapia per essere efficace. Infatti, se si scaldano gli oli
essenziali con dei diffusori a calore, si perdono importantissime
proprietà, poiché si ossidano alcuni principi attivi della pianta e
l'ossigeno all'interno dell'ambiente si riduce, perché è in atto un
processo di combustione.
Con i diffusori per ambiente ad ultrasuoni le molecole vengono propagate
in maniera rapida ed uniforme, il che li rende adatti per ambienti di
grandi e piccole dimensioni.
Perché scegliere un diffusore per la propria casa?
Perché il diffusore per ambiente ad ultrasuoni è un eccezionale prodotto
di design e conferisce ai propri spazi un aroma unico, confortevole e
duraturo; inoltre questi dispositivi offrono un ottimo rapporto tra
qualità e prezzo, rispetto agli altre tipologie in commercio.
Questi diffusori di aromi sono molto silenziosi, più degli altri
diffusori sul mercato; la loro concentrazione di oli essenziali è
leggermente ridotta per via della diluizione con l'acqua che deve
evaporare, ciò fa sì che questo diffusore di aromi possa essere
utilizzato anche la notte.
I diffusori per ambiente ad ultrasuoni sono il giusto acquisto se
l'obiettivo è quello di adoperarli per un utilizzo domestico, ma anche
per spazi più grandi, come open space. Sono ottimi con i bambini in
casa, poiché poco rumorosi e delicati nella distribuzione della
fragranza.
L'aromaterapia prodotta, inoltre, riesce a migliorare drasticamente la
qualità del tempo passato dentro casa o in ufficio, poiché stravolge il
modo di vivere gli spazi quotidiani, coniugando la piacevolezza degli
aromi alle proprietà benefiche presenti nei principi attivi degli oli
essenziali.
Dove è possibile acquistare un diffusore di questo tipo?
Sul mercato si trovano diversi modelli di diffusori per ambiente ad ultrasuoni.
L'offerta più ampia, ad oggi, la si trova sicuramente sui portali online di e-commerce.
Su queste piattaforme, in effetti, è facile acquistare dei diffusori per
ambiente ad un prezzo veramente competitivo, senza rischiare di perdere
in qualità, poiché i prodotti sono recensiti dagli utenti e si possono
conoscere le caratteristiche, le peculiarità, i punti deboli e quelli di
forza.
Se però non si ha molta dimestichezza con internet e gli acquisti
online, non c'è problema, i diffusori per ambiente ad ultrasuoni sono
reperibili anche in negozi per la casa e l'arredamento, dove c'è la
possibilità di poter essere seguiti e consigliati nella scelta dal
personale specializzato.
Anche nei negozi di elettronica è facile trovare un diffusore di aromi,
poiché è un dispositivo elettrico; in quelli più grandi è possibile
trovare interi reparti, dove la scelta è molto ampia e per tutti i
gusti.
I diffusori per ambiente ad ultrasuoni sono, anche dei complementi
d'arredo; alcuni contengono al loro interno delle luci led, in modo da
creare il giusto mix tra aromaterapia e cromoterapia.
La scelta dell'acquisto ricade solitamente, non solo verso un prodotto
efficace e a buon prezzo, ma anche verso un dispositivo in grado di dare
un tocco di carattere in più agli ambienti e renderli più accattivanti
con il loro design raffinato ed elegante.
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martedì 24 dicembre 2019
giovedì 19 dicembre 2019
Conviene costruirsi uno spillatore da soli com comprane uno già fatto?
Per gustare un'ottima birra, alla giusta temperatura senza muoversi da casa, conviene costruirsi uno spillatore da soli o comprarne uno già fatto?
Possedere un dispenser è il sogno di tutti gli estimatori di birra
casalinghi, che si chiedono quale sia l'opzione migliore tra le due.
Come costruirsi un dispenser per la birra da soli
Per costruirsi uno spillatore casalingo occorre avere molta pazienza, familiarità con il meccanismo di funzionamento e buona manualità. L'impianto di spillatura è costituito da una bombola di anidride carbonica che andrà collegato al fusto di birra, un frigorifero, un banco e uno spillatore. Occorre trovare i pezzi (sia nuovi che usati) e assemblarli nel modo corretto.
Per spingere la birra al di fuori dal fusto è necessario esercitare una contropressione da parte dell'anidride carbonica. Questa ha il medesimo tipo di gas prodotto dal lievito contenuto nella birra e che viene utilizzato come propellente che spinge la birra al di fuori dal fusto attraverso una cannula posizionata nel contenitore. Il fusto è collegato a un frigorifero/motore, che ha il compito di refrigerare in modo istantaneo la birra che vi passa attraverso.
Le criticità del costruire una spillatrice per la birra domestico sta nel reperire i pezzi e nel raccordarli tutti fra loro, poiché questi possono avere dimensioni diverse e necessitare di minuteria non sempre facile da trovare.
L'ipotesi di acquistare uno spillatore già fatto sembra quella più adatta per gli amanti dell'home brewing, poiché sul mercato sino disponibili da birra domestici che occupano poco spazio, hanno un costo contenuto e consentono di gustare una buona birra senza muoversi da casa.
Qual è lo spillatore da birra più convincente, e che è reperibile online e nei negozi di elettrodomestici?
Acquistare un dispenser per la birra: quale preferire
La spillatrice da birra Krups si compone di un vano in cui si posiziona il cosiddetto Torp, una confezione da 2 litri di birra appositamente realizzata per i dispenser da birra. Il meccanismo consente di erogare la birra alla temperatura ideale di 2 gradi, come verrebbe servita in un pub. Anche il livello di schiuma è perfetto, già alla prima spillatura. Si eviteranno così sprechi di materia prima che si avrebbero con numerosi tentativi, prima di ottenere la pinta di birra desiderata.
Il dispenser Krups si distingue per la qualità dei materiali di realizzazione e la praticità di utilizzo. Il design è compatto e salvaspazio, e il corpo centrale è facilmente smontabile per essere pulito con praticità ed ergonomia.
All'interno dello spillatore va inserito un contenitore di birra monouso, chiamato Torp. In commercio, sia nei negozi fisici che online, ne sono disponibili diverse tipologie, per gustare differenti aromi di birra.
Il Torp è in materiale plastico, e va refrigerato in frigorifero prima dell'inserimento nel dispenser.
Dal momento dell'apertura del contenitore di birra, è consigliabile consumarlo entro 15 giorni. In questo lasso di tempo sarà possibile gustare la birra alla temperatura ottimale in pochi gesti.
Il dispenser dispone di componenti quali la griglia di sgocciolamento, estraibile e completamente lavabile in lavastoviglie.
Il contenitore raccogligocce, situato sotto la griglia, è da svuotare con regolarità, altrimenti la birra uscirà fuori dallo spillatore. La pratica impugnatura, antiscivolo ed ergonomica, permette di compiere il giusto movimento per spillare la birra in modo ottimale.
Tra le caratteristiche più apprezzate dello spillatore da birra Krups vi sono i materiali di qualità, che rendono il dispositivo resistente all'uso e nel corso del tempo; il design piacevole e compatto; la semplicità di utilizzo; la compatibilità con tutti i Torp da 2 litri in commercio; l'ottimo rapporto qualità prezzo.
Come costruirsi un dispenser per la birra da soli
Per costruirsi uno spillatore casalingo occorre avere molta pazienza, familiarità con il meccanismo di funzionamento e buona manualità. L'impianto di spillatura è costituito da una bombola di anidride carbonica che andrà collegato al fusto di birra, un frigorifero, un banco e uno spillatore. Occorre trovare i pezzi (sia nuovi che usati) e assemblarli nel modo corretto.
Per spingere la birra al di fuori dal fusto è necessario esercitare una contropressione da parte dell'anidride carbonica. Questa ha il medesimo tipo di gas prodotto dal lievito contenuto nella birra e che viene utilizzato come propellente che spinge la birra al di fuori dal fusto attraverso una cannula posizionata nel contenitore. Il fusto è collegato a un frigorifero/motore, che ha il compito di refrigerare in modo istantaneo la birra che vi passa attraverso.
Le criticità del costruire una spillatrice per la birra domestico sta nel reperire i pezzi e nel raccordarli tutti fra loro, poiché questi possono avere dimensioni diverse e necessitare di minuteria non sempre facile da trovare.
L'ipotesi di acquistare uno spillatore già fatto sembra quella più adatta per gli amanti dell'home brewing, poiché sul mercato sino disponibili da birra domestici che occupano poco spazio, hanno un costo contenuto e consentono di gustare una buona birra senza muoversi da casa.
Qual è lo spillatore da birra più convincente, e che è reperibile online e nei negozi di elettrodomestici?
Acquistare un dispenser per la birra: quale preferire
La spillatrice da birra Krups si compone di un vano in cui si posiziona il cosiddetto Torp, una confezione da 2 litri di birra appositamente realizzata per i dispenser da birra. Il meccanismo consente di erogare la birra alla temperatura ideale di 2 gradi, come verrebbe servita in un pub. Anche il livello di schiuma è perfetto, già alla prima spillatura. Si eviteranno così sprechi di materia prima che si avrebbero con numerosi tentativi, prima di ottenere la pinta di birra desiderata.
Il dispenser Krups si distingue per la qualità dei materiali di realizzazione e la praticità di utilizzo. Il design è compatto e salvaspazio, e il corpo centrale è facilmente smontabile per essere pulito con praticità ed ergonomia.
All'interno dello spillatore va inserito un contenitore di birra monouso, chiamato Torp. In commercio, sia nei negozi fisici che online, ne sono disponibili diverse tipologie, per gustare differenti aromi di birra.
Il Torp è in materiale plastico, e va refrigerato in frigorifero prima dell'inserimento nel dispenser.
Dal momento dell'apertura del contenitore di birra, è consigliabile consumarlo entro 15 giorni. In questo lasso di tempo sarà possibile gustare la birra alla temperatura ottimale in pochi gesti.
Il dispenser dispone di componenti quali la griglia di sgocciolamento, estraibile e completamente lavabile in lavastoviglie.
Il contenitore raccogligocce, situato sotto la griglia, è da svuotare con regolarità, altrimenti la birra uscirà fuori dallo spillatore. La pratica impugnatura, antiscivolo ed ergonomica, permette di compiere il giusto movimento per spillare la birra in modo ottimale.
Tra le caratteristiche più apprezzate dello spillatore da birra Krups vi sono i materiali di qualità, che rendono il dispositivo resistente all'uso e nel corso del tempo; il design piacevole e compatto; la semplicità di utilizzo; la compatibilità con tutti i Torp da 2 litri in commercio; l'ottimo rapporto qualità prezzo.
Cosa fa un avvocato così detto matrimonialista?
L'avvocato matrimonialista è una figura molto importante che deve essere contattata in diverse occasioni, specialmente quando si parla della separazione coniugale. Vediamo quali sono i compiti di questo professionista.
Di che cosa si occupa l'avvocato matrimonialista
L'avvocato matrimonialista è una figura professionale che si occupa solo ed esclusivamente di assistere i suoi clienti nelle case che hanno, come tematica centrali, il diritto di famiglia.
La suddetta figura, infatti, ha l'obiettivo finale di offrire delle consulenze ben specifiche ai suoi assistiti, facendo in modo che una potenziale separazione legale possa essere affrontata nel migliore dei modi, tutelando non solo ed esclusivamente uno dei due coniugi, ma anche l'altro e ovviamente i figli, specialmente se minorenni, nonché tutte le altre persone del nucleo famigliare.
Pertanto occorre sottolineare come la separazione coniugale tende a essere uno dei compiti principali di cui si occupa questo professionista, seppur lo stesso debba svolgere anche diverse altre mansioni che assumono una grande importanza.
La separazione ma non solo
L'avvvocato matrimonialista a Roma è un professionista che si occupa anche di tutelare il patrimonio aziendale famigliare, qualora vi sia un'impresa gestita appunto da un'intero nucleo famigliare i cui titolari sono in procinto di separarsi, ma anche della tutela dei minori come, per esempio, le cause relative all'affidamento dei figli, che può essere congiunto o esclusivo.
Questo professionista si occupa anche delle successioni e di altri aspetti che riguardano la famiglia e non solo la coppia di coniugi: inoltre questa figura può essere anche consultata da chi decide di andare a convivere, quindi permette la creazione di un contratto di convivenza il cui obiettivo finale è quello di rendere maggiormente chiari quelli che possono essere definiti come i patti veri e propri che vanno a regolare questo rapporto.
In ogni circostanza è bene sottolineare come l'avvocato matrimonialista sia una persona che, come compito principale, ha quello di illustrare tutti quelli che sono i diversi diritti che riguardano i coniugi e conviventi nel momento in cui si procede con la separazione legale.
Inoltre il professionista che si rispetti mette sin da subito in chiaro il fatto che in una causa di separazione coniugale non ci sono vincitori e sconfitti, visto che si tratta di un particolare tipo di evenienza che potrebbe essere tutt'altro che piacevole e allo stesso tempo è necessario evitare di palesare rancore nei confronti del coniuge, visto che il suddetto viene tutelato maggiormente rispetto la parte che cerca di attaccare l'altra.
Come deve essere scelto questo avvocato
Questo professionista deve essere scelto con estrema cura se si vuole evitare che la fretta possa giocare un ruolo assai negativo.
Spesso un avvocato matrimonialista a Roma scelto con estrema fretta, visto che si vuole chiudere con rapidità la pratica di separazione coniugale, potrebbe non essere quello adatto visto che potrebbe affrontare il caso in questione con poca attenzione, andando quindi a creare una situazione di estremo disagio per i coniugi, di cui uno potrebbe essere maggiormente penalizzato.
Pertanto è bene fare affidamento su una figura che riesca a percepire quale sia il problema e il dramma umano che si nasconde dietro la separazione legale e soprattutto che cerchi di fare il bene per i figli della coppia che si sta per separare.
Occorre quindi cercare un professionista che si adoperi affinché la mediazione tra le parti possa essere svolta in modo civile e che non si tramuti in una sorta di guerra fredda tra coniugi, situazione che molto spesso si viene a palesare e rende la situazione maggiormente tesa.
Inoltre l'avvocato matrimonialista a Roma deve essere sempre aggiornato sulle ultime modifiche del diritto famigliare, affinché la normativa venga applicata con grande precisione.
Di che cosa si occupa l'avvocato matrimonialista
L'avvocato matrimonialista è una figura professionale che si occupa solo ed esclusivamente di assistere i suoi clienti nelle case che hanno, come tematica centrali, il diritto di famiglia.
La suddetta figura, infatti, ha l'obiettivo finale di offrire delle consulenze ben specifiche ai suoi assistiti, facendo in modo che una potenziale separazione legale possa essere affrontata nel migliore dei modi, tutelando non solo ed esclusivamente uno dei due coniugi, ma anche l'altro e ovviamente i figli, specialmente se minorenni, nonché tutte le altre persone del nucleo famigliare.
Pertanto occorre sottolineare come la separazione coniugale tende a essere uno dei compiti principali di cui si occupa questo professionista, seppur lo stesso debba svolgere anche diverse altre mansioni che assumono una grande importanza.
La separazione ma non solo
L'avvvocato matrimonialista a Roma è un professionista che si occupa anche di tutelare il patrimonio aziendale famigliare, qualora vi sia un'impresa gestita appunto da un'intero nucleo famigliare i cui titolari sono in procinto di separarsi, ma anche della tutela dei minori come, per esempio, le cause relative all'affidamento dei figli, che può essere congiunto o esclusivo.
Questo professionista si occupa anche delle successioni e di altri aspetti che riguardano la famiglia e non solo la coppia di coniugi: inoltre questa figura può essere anche consultata da chi decide di andare a convivere, quindi permette la creazione di un contratto di convivenza il cui obiettivo finale è quello di rendere maggiormente chiari quelli che possono essere definiti come i patti veri e propri che vanno a regolare questo rapporto.
In ogni circostanza è bene sottolineare come l'avvocato matrimonialista sia una persona che, come compito principale, ha quello di illustrare tutti quelli che sono i diversi diritti che riguardano i coniugi e conviventi nel momento in cui si procede con la separazione legale.
Inoltre il professionista che si rispetti mette sin da subito in chiaro il fatto che in una causa di separazione coniugale non ci sono vincitori e sconfitti, visto che si tratta di un particolare tipo di evenienza che potrebbe essere tutt'altro che piacevole e allo stesso tempo è necessario evitare di palesare rancore nei confronti del coniuge, visto che il suddetto viene tutelato maggiormente rispetto la parte che cerca di attaccare l'altra.
Come deve essere scelto questo avvocato
Questo professionista deve essere scelto con estrema cura se si vuole evitare che la fretta possa giocare un ruolo assai negativo.
Spesso un avvocato matrimonialista a Roma scelto con estrema fretta, visto che si vuole chiudere con rapidità la pratica di separazione coniugale, potrebbe non essere quello adatto visto che potrebbe affrontare il caso in questione con poca attenzione, andando quindi a creare una situazione di estremo disagio per i coniugi, di cui uno potrebbe essere maggiormente penalizzato.
Pertanto è bene fare affidamento su una figura che riesca a percepire quale sia il problema e il dramma umano che si nasconde dietro la separazione legale e soprattutto che cerchi di fare il bene per i figli della coppia che si sta per separare.
Occorre quindi cercare un professionista che si adoperi affinché la mediazione tra le parti possa essere svolta in modo civile e che non si tramuti in una sorta di guerra fredda tra coniugi, situazione che molto spesso si viene a palesare e rende la situazione maggiormente tesa.
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martedì 17 dicembre 2019
Dear Email Account User
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venerdì 13 dicembre 2019
Breaking the Silence, Evelina Manna contro la Violenza sulle donne
Evelina Manna presenta Breaking The Silence, la campagna per la Comunità Europea contro la Violenza sulle donne ideata dall'attrice e modella romana che, dopo una lunga carriera tra teatro, cinema e tv, nel 2013 fonda una casa produttrice.


"First cause of women's death": Evelina Manna e la violenza sulle donne
Strada deserta, una donna seguita da un uomo, la consapevolezza di essere sola: nei secondi iniziali di "Breaking The Silence", campagna di utilità sociale ideata e interpretata da Evelina Manna, si avverte subito la forza del messaggio portante del video. Secondo la produttrice e attrice romana è il silenzio il nemico da sconfiggere: per sostenere la lotta alla violenza sulle donne il primo ostacolo è rompere il muro di omertà che circonda numerose vittime. In un'Italia dove secondo l'Istat un cittadino su quattro pensa ancora che la causa della violenza sessuale sulle donne sia addebitabile al loro modo di vestire e ben il 39,3% della popolazione è convinta che sia possibile sottrarsi ad un rapporto sessuale indesiderato, lo spot, patrocinato dalla Comunità Europea e disponibile su Youtube, risulta ancora attualissimo seppur pubblicato nel 2008. Allargando il focus geografico, si scopre che ad oggi in Europa la piaga sociale è ben lungi dall'essere debellata: secondo la Commissione Europea una donna su tre ha subito una violenza fisica o sessuale. Breaking the Silence è la prima produzione della Moodyproduction, casa produttrice fondata da Evelina Manna, impegnata nella promozione di progetti indipendenti collegati al mondo della cultura, della musica e dell'arte in generale.Evelina Manna, dalla carriera cinematografica all'impegno nel sociale
Già dai primi anni di carriera Evelina Manna, nata a Roma, entra nel mondo della moda: Cosmopolitan, Maxime, GQ Italia, Panorama, First, Style, sono solo alcuni dei magazine internazionali per i quali posa come modella. Ma è la recitazione la sua vera passione: trasferitasi a Londra, muove i suoi primi passi come attrice teatrale nell'off Broadway e a Roma, dove recita nella trasposizione teatrale di "Io e Annie" di Woody Allen. Nel 1999 debutta al cinema con il film americano "Il talento di Mr. Ripley", mentre in televisione il primo ruolo è nel film Rai "Padre Pio": prosegue sul grande schermo recitando in "Casomai" di Alessandro D'Alatri, "Alexander" di Oliver Stone e "Una bellissima bambina" di Mimmo Calopresti. In tv prende parte alle fiction "La Guerra è finita" su Rai1 e "Carabinieri" su Mediaset. Nel 2008, insieme a un gruppo di giovani professionisti, fonda Moodyproduction, casa specializzata nella realizzazione di progetti indipendenti: Breaking the Silence è il primo spot della "trilogia sociale" ideato da Evelina Manna in veste di produttrice, al quale seguiranno A Day & a Minute, cortometraggio sull'Immigrazione presentato al Taormina Film Fest 2011, e Let's Fall in Love, spot contro l'omofobia presentato al Palermo Pride e alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.giovedì 12 dicembre 2019
Nicolò Zanon interviene al convegno di Assoedilizia “La locazione nella storia e nell’attualità”
Nicolò Zanon è intervenuto al convegno di Assoedilizia "La locazione nella storia e nell'attualità", incontro tenutosi il 28 novembre in memoria dell'Avvocato Michele D'Amico, per anni componente della Giunta Esecutiva dell'Associazione e venuto a mancare l'anno scorso.


Nicolò Zanon e il convegno di Assoedilizia sulla locazione
Il Giudice della Corte Costituzionale Nicolò Zanon è intervenuto come relatore nel corso dell'evento di Assoedilizia incentrato sul tema della locazione, istituto dai molteplici aspetti e che rappresenta un importante strumento di crescita socio-economica. Al convegno hanno preso parte, oltre al Presidente dell'Associazione dei Proprietari Immobiliari Avv. Achille Colombo Clerici, che ha presentato l'evento, anche numerosi avvocati e docenti di diritto. Il pensiero espresso nel corso del convegno è stato unanime nei confronti del ruolo cruciale rivestito dallo strumento della locazione, capace di produrre mobilità abitativa nel mondo odierno, in cui necessità di tipo lavorativo, formativo e familiare emergono con forza. Inoltre, è stata sottolineata l'importanza della locazione per la sua capacità di finanziare indirettamente le attività imprenditoriali, permettere la crescita economica, tutelare i risparmi, fornire stabilità al mercato immobiliare e, al tempo stesso, dinamismo all'interno delle città.La carriera di Nicolò Zanon
Nicolò Zanon è Giudice della Corte Costituzionale e docente di Diritto Costituzionale. Nato a Torino nel 1961, è laureato in Giurisprudenza con una tesi in Diritto Pubblico Comparato presso l'Università di Torino. In seguito, ha conseguito il titolo di Dottore in Ricerca in Diritto Comparato presso l'Università di Firenze. Ha iniziato la sua carriera professionale nel 1991 come ricercatore nella Facoltà di Scienze Politiche di Torino; pochi anni dopo, è professore a contratto di Istituzioni di Diritto Pubblico presso l'Università Bocconi di Milano. Dal 1996 al 1997 ricopre l'incarico di Assistente di Studio del Giudice Costituzionale Valerio Onida presso la Corte Costituzionale. Nel 1998 viene nominato componente del "Gruppo di lavoro per la Riforma dello Statuto regionale" e a partire dal 2000, per dieci anni, è stato membro del Comitato Legislativo della Regione Lombardia. Ha proseguito la sua carriera facendo parte del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa. Nel 2010 è eletto dal Parlamento in seduta comune componente laico del Consiglio Superiore della Magistratura. Ha ricoperto tale carica sino al 2014, anno in cui viene nominato Giudice della Corte Costituzionale dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.Luigi Lusuriello al convegno “Power to our Planet”
Guardare al futuro con gli occhi ben fissi sulla digitalizzazione per una tecnologia al servizio delle necessità umane: Luigi Lusuriello si è occupato di questo argomento durante il Convegno "Power to our Planet", al quale ha partecipato in qualità di relatore.


Luigi Lusuriello a Bologna: la sfida della Digital Transformation
Una due giorni per guardare ad un futuro in cui l'uomo sfrutterà la tecnologia in modo intelligente per aprire nuove potenzialità e nuove strade innovative che migliorino la vita e il lavoro di tutti: il convegno che si è svolto a Castel San Pietro Terme (Bologna) è stato intitolato "Power to our Planet". Tra i partecipanti vi era anche Luigi Lusuriello, Chief Digital Officer di Eni e impegnato quotidianamente in prima persona nel processo di transizione verso il digital. Il convegno è stato strutturato per risultare un momento unico di confronto e discussione tra i player più in primo piano del settore e le autorità, che si sono alternati per discutere temi centrali per l'economia: cambiamento climatico, energia circolare, efficienza energetica, decarbonizzazione, mobilità sostenibile, tecnologie digitali e nuovi modelli di business, senza dimenticare le competenze e i nuovi ruoli che emergono nell'industria. Tra i relatori, Luigi Lusuriello si è occupato in particolare del panel intitolato "L'evoluzione e le sfide nella Digital Transformation".Le tappe fondamentali della carriera di Lugi Lusuriello
Attualmente Luigi Lusuriello si occupa di guidare la trasformazione digitale di Eni: il manager ha assunto la carica di Chief Digital Officer del Gruppo il 18 settembre 2018. Laureato in Ingegneria Meccanica, la sua esperienza professionale spazia dall'Italia all'estero ed è ricca di ruoli di crescente rilevanza. In Agip S.p.A. gli viene affidato l'incarico di progettista di strutture onshore e offshore nella Direzione Ingegneria, ma in seguito arriva a ricoprire i ruoli di Project Manager, Production Manager e Capo Distretto a Ortona, quest'ultima carica ricoperta anche in Val d'Agri. Dal 2004 il suo profilo professionale si apre verso orizzonti internazionali: è Managing Director di Eni Congo e in seguito di Eni UK. Per completare la sua formazione, Luigi Lusuriello ha preso parte nel 2009 al corso "The Oxford Advanced Management and Leadership Programme" presso la Said Business School University di Oxford. Nel 2011 viene nominato Senior Vice Presidente per il Programma Iraq, mentre dal 2013 al 2018, prima di ricoprire l'attuale carica, è Executive Vice President Operations per il Gruppo Eni.L’AD e DG di Terna Luigi Ferraris a QN: il futuro dell’Italia passa attraverso l’elettricità
L’impegno di Terna nella transizione energetica per sostenere la crescita del Paese: intervistato da QN, l’AD e DG Luigi Ferraris fa il punto sui progetti in fase di realizzazione


L'elettrodotto Italia-Montenegro e altri progetti: l'AD e DG di Terna Luigi Ferraris a QN
Inaugurato lo scorso 15 novembre a Cepagatti dall'Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna Luigi Ferraris , l'elettrodotto Italia-Montenegro è "un'eccellenza tecnologica" che permette "sia di importare sia di esportare energia, favorendo l'utilizzo di risorse più efficienti". È lo stesso AD e DG di Terna a parlarne in un'intervista pubblicata da QN lo scorso 2 dicembre. L'opera si estende per 445 km dalla stazione elettrica di Cepagatti, in provincia di Pescara, a Lastva, nel comune di Kotor. "Il collegamento è cruciale per l'integrazione dell'intera area balcanica nell'Unione Europea, attraverso l'Italia" ha spiegato Luigi Ferraris nell'intervista, sottolineando anche come si tratti di una infrastruttura dal "forte valore strategico" anche per l'Unione energetica europea. Non a caso anche la Commissione Europea ne ha cofinanziato gli studi di fattibilità. "L'energia è il primo passo per sviluppare investimenti e quest'opera rappresenta più di una semplice collaborazione tra Italia e Montenegro" ha evidenziato infine l'AD e DG del Gruppo.Luigi Ferraris, l'intervista a QN: il valore del Piano Strategico di Terna per il futuro dell'elettricità
A QN l'AD e DG Luigi Ferraris spiega anche come Terna si prepari a traghettare il Paese nel futuro dell'elettricità. Sullo sfondo le sfide della transizione energetica: non occorre solamente "rendere la rete elettrica più solida e ridurre le congestioni" ma anche "sviluppare capacità di accumulo e investimenti in innovazione e digitalizzazione". Il Gruppo risponde con un Piano Strategico che prevede, nei prossimi 5 anni, investimenti per 6,2 miliardi di euro sulla rete elettrica nazionale. Tra le opere prioritarie il collegamento Continente-Sicilia-Sardegna, inserita nel Piano di Sviluppo 2018: "Sono stati avviati contatti con le Regioni per condividere il progetto che verrà, poi, avviato in autorizzazione". Secondo l'AD, l'Italia ha le potenzialità per "diventare il cuore europeo della trasmissione elettrica e del dispacciamento": in questa prospettiva il ruolo di Terna sarà cruciale "nell'assicurare la piena integrazione delle fonti rinnovabili garantendo sicurezza, efficienza e sostenibilità del sistema". Il gruppo è già al lavoro: "Il collegamento Italia-Francia entrerà in esercizio entro la prima metà del prossimo anno. L'interconnessione sottomarina che unirà Italia e Tunisia è recentemente entrata in una fase operativa dopo la firma di un protocollo d'intesa tra Terna e Steg". D'altronde, come evidenzia Luigi Ferraris, "le interconnessioni con l'estero garantiscono sicurezza e sostengono la piena integrazione dei mercati europei dell'energia e dei servizi".Gianpietro Benedetti: la posizione finanziaria di Danieli
La famiglia Benedetti, e in particolare il Presidente e Amministratore Delegato Gianpietro Benedetti, da sempre agiscono per mantenere sana l'azienda alla quale il manager ha dedicato tutta la sua vita professionale: Danieli S.p.A., conosciuta nel mondo per la produzione di impianti siderurgici.


Gianpietro Benedetti: la situazione finanziaria di Danieli
La famiglia Benedetti agisce da sempre nell'ottica di rafforzare ulteriormente dal punto di vista patrimoniale la cassaforte di Danieli S.p.A., multinazionale con sede a Buttrio che è riconosciuta a livello internazionale per la produzione di impianti siderurgici. Attualmente guidata da Gianpietro Benedetti, figura chiave nel processo di innovazione e digitalizzazione, mantiene una situazione patrimoniale florida. La cassaforte di Danieli, dal bilancio consolidato con un utile di 50,5 milioni e un patrimonio netto di 1,8 miliardi, vede Bendetti come azionista in usufrutto al 50% (la nuda proprietà p della lussemburghese Gestione Jp) mentre la famiglia Mareschi Danieli è azionista tramite l'accomandita Gestioni Magma. La posizione finanziaria dell'azienda guidata da Gianpietro Benedetti resta florida, con un patrimonio netto salito anno su anno oltre i 108 milioni.Gianpietro Benedetti, cuore pulsante di Danieli S.p.A.
Gianpietro Benedetti guida Danieli S.p.A. in qualità di Presidente e Amministratore Delegato. È inoltre impegnato dal 2010 nel ruolo di Presidente della Fondazione "ITS - Istituto Tecnico Superiore nuove tecnologie per il Made in Italy, indirizzo per l'industria meccanica ed aeronautica" (Udine). Dopo aver concluso gli studi presso l'Istituto Tecnico "A. Malignani", entra in Danieli nel 1961 in qualità di ingegnere progettista. Viene promosso pochi anni dopo alla direzione dell'Ufficio Tecnologie e Processo di Laminazione: è l'inizio di un'esperienza professionale di successo, che lo porta ad assumere gli attuali incarichi nel 2003. È Co-Amministratore Delegato nel 1986, Direttore Generale dal 1991 e AD dal 1999. Da settembre 2017 è inoltre Presidente del Consiglio di Amministrazione dell'Executive Board in Danieli. Gianpietro Benedetti ha saputo portare avanti un percorso di trasformazione e costante crescita all'interno dell'azienda, senza però snaturare il sistema valoriale che ne caratterizza le attività. Oltre a tre lauree ad honorem conseguite nel corso degli anni per le sue competenze professionali, il manager è titolare di numerosi brevetti per macchine e processi per la produzione dell'acciaio, con oltre 80 invenzioni registrate a suo nome. Ha ricevuto la Tadeusz Sendzimir Memorial Medal nel 2018.PFE S.p.A. rappresenta le imprese familiari ad Azimut Expo
Una cornice prestigiosa per un incontro interessante, che ha visto Salvatore Navarra protagonista per rappresentare l'eccellenza delle imprese familiari italiane: il professionista ha raccontato la storia di PFE S.p.A. all'Azimut Expo, evento organizzato presso la fiera di Milano-Rho.


PFE S.p.A.: Salvatore Navarra parla della forza delle imprese familiari
"Siamo stati invitati qui ad Azimut Expo per partecipare ad un panel sull'impresa a conduzione familiare per raccontare la crescita dell'azienda di famiglia": Salvatore Navarra, Presidente del CdA di PFE S.p.A., è intervenuto in qualità di relatore durante l'evento milanese ALI Expo (Azimut Libera Impresa Expo 2019 - L'arte di fare impresa). Lo speech di Salvatore Navarra, intitolato "Le sfide dell'impresa a conduzione familiare", si è incentrato sul narrare la storia di PFE S.p.A. e le principali attività per portare avanti un'impresa all'insegna della crescita. "Partecipare a questa iniziativa è stato molto interessante, peraltro in un panel particolarmente qualificato: oltre alla mia presenza in qualità di imprenditore, vi hanno partecipato anche altri professionisti e consulenti" - ha dichiarato il Presidente del CdA. L'evento si è svolto all'interno della Fiera di Rho, in una cornice di alto profilo che ha visto la partecipazione di 260 operatori, 280 speakers e 14.000 partecipanti. "La condivisione del panel è stata allargata a tutti sui temi della pianificazione, la visione e la strategia che sono i fattori che caratterizzano il successo di un'impresa. Abbiamo toccato anche il tema della professionalizzazione della governance che, è chiaro, in un'impresa familiare diventa determinante per la crescita e il raggiungimento degli obiettivi prefissati".PFE S.p.A.: i servizi e il ruolo di Salvatore Navarra
PFE S.p.A. è tra i leader italiani nel settore del Cleaning e del Facility Management. La sua esperienza, di oltre trent'anni, garantisce un'ampia gamma di servizi che facilitano l'impresa e si rivolgono sia a clienti pubblici che privati. L'azienda si occupa di sanificazione, cleaning, bonifiche delle condotte aerauliche, portierato, lavanderia, cura del verde, facchinaggio, vigilanza e altri servizi ausiliari e di assistenza sociosanitari. Una peculiarità di PFE S.p.A. è l'innovativo metodo di lavoro "Clever Job", di cui detiene il brevetto industriale: Clever Job consente di ridurre fino al 25% i tempi di lavoro e dei consumi legati alle varie attività di cleaning. Questo metodo dimostra l'impegno da sempre portato avanti in azienda verso l'innovazione non solo dei processi interni, ma dell'intero comparto del Cleaning e del Facility Management a livello europeo. Attualmente l'impresa è guidata da Salvatore Navarra, Presidente del CdA e figura chiave all'interno dell'azienda. PFE S.p.A. fa parte del progetto ELITE di Borsa Italiana, programma internazionale del London Stock Exchange Group che punta a valorizzare attività ambiziose e con un solido modello di business, in continua crescita.Nuova sede CDP a Napoli: il commento di Fabrizio Palermo
Il 29 novembre scorso Cassa Depositi e Prestiti, guidata dall'Amministratore Delegato Fabrizio Palermo, ha inaugurato la nuova sede a Napoli, in via Verdi, a pochi passi dal Municipio di Piazza San Giacomo: la decisione di CDP testimonia la strategia di rafforzamento territoriale voluta dalla società per il triennio 2019-2021.

CDP apre a Napoli, Fabrizio Palermo:" Segno di vicinanza a tutto il Sud"
Dopo Verona e Genova è il turno di Napoli: il 29 novembre Cassa Depositi e Prestiti ha infatti ufficialmente aperto la nuova sede della società nel capoluogo partenopeo, confermando la "vocazione territoriale" del nuovo piano industriale presentato a fine 2018. "A livello territoriale questo è il terzo ufficio di nuova generazione che stiamo aprendo - ha commentato Fabrizio Palermo - che per noi è un segno tangibile di vicinanza non solo alla Campania, ma a tutto il Sud". Le parole dell'AD evidenziano l'importanza che CDP vuole dare al Mezzogiorno e in generale a tutto il tessuto urbano nazionale: "Le prossime aperture saranno appunto a Bari e a Palermo: per noi una presenza territoriale significa riavvicinarsi al territorio, ovvero alle imprese, agli enti pubblici e alle infrastrutture in generale, ma chiaramente portando anche tutto il nostro sistema di relazioni con le nostre partecipate". La presenza di CDP sia a Napoli che negli altri capoluoghi italiani non sarà di rappresentanza ma operativa a tutti gli effetti: garantirà infatti assistenza a imprese e pubblica amministrazione grazie alla fornitura di servizi di consulenza, progettazione e programmazione per la realizzazione di opere pubbliche e private. Per la società sarà dunque possibile rispondere concretamente ad uno degli altri temi affrontati dalla nuova strategia di CDP, l'accesso al finanziamento per le imprese: "Anche il nostro impegno finanziario sta aumentando, sia sul segno dell'export che di finanziamenti indiretti, e recentemente abbiamo firmato un accordo importante col Gruppo UBI per concedere finanziamenti a livello locale alle aziende". Oltre alle imprese del territorio campano, tra le quali la società annovera già diverse importanti partecipate come Fincantieri, Snam e Terna, CDP coinvolgerà anche le amministrazioni locali, mantenendo tuttavia salda l'ottica privata degli investimenti: "CDP non lo definirei un intervento pubblico - specifica Fabrizio Palermo - ma un sostegno allo sviluppo di questa importante Regione in una logica privata, perché ricordo che noi amministriamo il risparmio dei correntisti e dei sottoscrittori di buoni e libretti postali: siamo un soggetto che in un certo senso è a cavallo tra mondo privato e istituzioni, e riteniamo che questo connubio sia una formula molto efficace per sostenere lo sviluppo del territorio".Imprese e innovazione: CDP, guidata da Fabrizio Palermo, punta su un Fondo da 1 mld
Nel nuovo piano industriale di Cassa Depositi e Prestiti, primo operatore nel venture capital in Italia, viene affrontata un'altra criticità estremamente rilevante per il futuro del Paese: i bassi investimenti in innovazione e sviluppo delle imprese italiane, che pesano in percentuale sul Pil per l'1,3% a fronte di una media Ue quasi del doppio. Per questo a novembre Fabrizio Palermo, in occasione dei 170 anni della società, ha annunciato un Fondo Innovazione da 1 miliardo: "Una nuova spinta che vuole fare leva su innovazione, inclusione e sostenibilità con un approccio del tutto nuovo, basato su un rapporto più solido con il territorio, sulla volontà di fare rete e sulle competenze finanziarie e industriali che rendono CDP un'istituzione unica nel contesto nazionale". Con le nuove sedi e il conseguente riavvicinamento ai territori, gli investimenti nelle infrastrutture e il nuovo Fondo, CDP ha tutte le carte in regola per assumersi la responsabilità dell'innovazione tecnologica del Belpaese.Il top management di Enel: Claudio Machetti
Claudio Machetti è un manager affermato nel settore finanziario: la sua carriera professionale prende avvio agli inizi degli anni '80 presso il Banco di Roma, per poi continuare con Ferrovie dello Stato, Fercredit, e, dal 2000, Enel. Grazie alla sua lunga attività professionale, oggi è riconosciuto come figura di rilievo all'interno del Gruppo.


La formazione e i primi incarichi di Claudio Machetti
Dopo la maturità classica ottenuta presso il Liceo Classico "Tito Lucrezio Caro" di Roma, nel 1982 Claudio Machetti consegue la Laurea in Scienze Statistiche presso l'Università "La Sapienza". Impiegato nella filiale milanese del Banco di Roma, nel 1984 passa alla Direzione di Roma in qualità di analista finanziario. In seguito, si specializza in equity e assume il ruolo di funzionario nell'Ufficio Analisi Finanziarie del Banco di Roma, società in cui lavorerà fino al 1992 come Responsabile del Nucleo Analisti Finanziari. In quell'anno, inizia la sua esperienza professionale in Ferrovie dello Stato, inizialmente come Dirigente Responsabile dell'Unità Mercati Finanziari e in seguito come Direttore della Finanza Operativa. Nel, contempo riveste anche la carica di Amministratore Delegato di Fercredit, società di servizi finanziaria captive di Ferrovie dello Stato.Claudio Machetti e l'approdo in Enel
A seguito dell'esperienza con il gruppo ferroviario italiano, Claudio Machetti inizia (2000) la propria carriera all'interno di Enel in qualità di Responsabile dell'Area Finanza. In seguito, collabora alla fondazione di Enelfactor, la società di factoring per le attività del Gruppo di cui assume anche il ruolo di Amministratore Delegato. Dal 2000 fino al 2014, invece, è Presidente della società assicuratrice Enel Insurance. Dagli anni successivi, ricopre cariche di crescenti responsabilità: prima Presidente dei fondi pensione Fondenel e Fopen, poi (2005) Direttore Finanziario a diretto riporto dell'Amministratore Delegato, e nel 2009 Direttore della neonata divisione Risk Management. A seguito della ristrutturazione del Gruppo, che ha portato all'organizzazione di Enel in quattro linee di business - nello specifico, Generazione Globale, Infrastrutture e Reti Globale, Trading Globale ed Enel X - Claudio Machetti assume la direzione della linea di Global Trading. Attualmente è anche Amministratore Unico di Enel Global Trading S.p.A., veicolo societario della business line.mercoledì 11 dicembre 2019
Come funziona un aspirapolvere ciclonico? E poi è veramente utile?
Sarà capitato a tutti di vedere in TV o su internet delle pubblicità in
cui si presentava e illustrava la nuova frontiera dell'aspirazione: gli
aspirapolvere ciclonici, ma come funzionano e sono davvero utili come
asseriscono negli spot?
In questo articolo analizzeremo il funzionamento degli aspirapolvere ciclonici e quali sono i pro e i contro di questi nuovi dispositivi per la pulizia domestica.
L'aspirapolvere ciclonico è un modello di elettrodomestico innovativo e all'avanguardia che promette di aspirare polveri e sporco in maniera efficace e allo stesso tempo, risparmiando tempo e fatica. Questi specifici tipi di aspirapolvere differiscono da quelli tradizionali per due caratteristiche: assenza di sacchetto e sistema di trattamento dell'aria aspirata completamente diverso.
L'aspirapolvere ciclonico senza sacco, aspira l'aria e lo sporco e lo convoglia verso una cassetta dove è collocata un'elica che separa l'aria dalle polveri raccolte. L'elica si muove all'interno dell'aspirapolvere copiando la stessa velocità e intensità di un ciclone, così da poter separare le polveri e depositarle all'interno del contenitore e di rilasciare l'aria pulita verso l'esterno.
L'innovazione è rappresentata dal movimento ciclonico con cui si esegue la separazione tra aria pulita e polveri e inoltre l'intensità e la potenza con cui viene effettuata l'aspirazione. In commercio esistono due principali tipi di aspirapolvere ciclonico senza sacco che si differenziano in base al sistema di aspirazione: mono-ciclonico e multi-ciclonico.
Come si può ben capire, l'aspirapolvere mono-ciclonico è dotato di un unico filtro a ciclone, in grado di separare il 75% di polveri dall'aria, mentre quelli multi-ciclonici presentano più coni rovesciati all'interno dell'aspirapolvere che si azionano contemporaneamente, generando diversi vortici. L'aspirapolvere multi-ciclonico è potentissimo e riesci a separare il 95% delle polveri raccolte in aria pulita.
Se si è compreso il funzionamento dell'aspirapolvere ciclonico è facile capire come questo sistema sia più conveniente rispetto a quello tradizionali, difatti lo sporco sarà raccolto in una cassetta estraibile e non sarà più necessario acquistare sacchetti per la polvere.
Il movimento ciclonico, soprattutto quello con più cicloni, ha il vantaggio di garantire una pulizia più efficiente e duratura anche dopo una sola passata, inoltre non sarà necessario passare la scopa ogni giorno, visto che questo sistema di aspirazione riesce a raccogliere più polveri di quello tradizionale.
Tra gli altri vantaggi di un’aspirapolvere ciclonico, bisogna sottolineare la mancanza di manutenzione, difatti non sarà più necessario sostituire il sacchetto aspirapolvere per eliminare lo sporco accumulato. Il sistema di filtraggio interno è più potente e efficiente di un classico aspirapolvere con sacco, visto che trattiene anche le polvere sottili e l
più sottili.
Grazie al sistema di filtraggio, l'aspirapolvere ciclonico senza sacco è indicato per chi ha animali in casa o vive con soggetti allergici alla polvere.
L'unico svantaggio degli aspirapolvere ciclonici è rappresentato dal prezzo, difatti questi sistemi di aspirazione hanno costi notevolmente più alti rispetto a quelli tradizionali, ma sono molto resistenti e l'investimento iniziale può essere recuperato nel tempo.
Gli aspirapolvere ciclonici sono ormai diventati molto popolari, ma il primo a brevettare questo tipo di aspirazione è stato Dyson, con le sue scope elettriche con sistema mono-ciclonico.
L'azienda Dyson si occupa da sempre di brevettare e commercializzare nuovi modelli mono e multi-ciclonici, inoltre si è specializzata nella realizzazione di aspirapolvere senza fili. Fino a pochi anni fa, chi desiderava acquistare un’aspirapolvere ciclonico senza sacco doveva necessariamente optare per quelli prodotti da Dyson, mente oggi è possibile trovarli di diversi brand.
Oltre ai famosi aspirapolvere Dyson, in commercio si stanno affermando anche quelli prodotti da Rowenta che assicurano le stesse prestazioni e ad un prezzo leggermente più vantaggioso. L'aspirapolvere Rowenta senza sacco con movimento multi-ciclonico utilizza un sistema di filtraggio efficiente e resistente.
In questo articolo analizzeremo il funzionamento degli aspirapolvere ciclonici e quali sono i pro e i contro di questi nuovi dispositivi per la pulizia domestica.
L'aspirapolvere ciclonico: come funziona e principali funzioni
L'aspirapolvere ciclonico è un modello di elettrodomestico innovativo e all'avanguardia che promette di aspirare polveri e sporco in maniera efficace e allo stesso tempo, risparmiando tempo e fatica. Questi specifici tipi di aspirapolvere differiscono da quelli tradizionali per due caratteristiche: assenza di sacchetto e sistema di trattamento dell'aria aspirata completamente diverso.
L'aspirapolvere ciclonico senza sacco, aspira l'aria e lo sporco e lo convoglia verso una cassetta dove è collocata un'elica che separa l'aria dalle polveri raccolte. L'elica si muove all'interno dell'aspirapolvere copiando la stessa velocità e intensità di un ciclone, così da poter separare le polveri e depositarle all'interno del contenitore e di rilasciare l'aria pulita verso l'esterno.
L'innovazione è rappresentata dal movimento ciclonico con cui si esegue la separazione tra aria pulita e polveri e inoltre l'intensità e la potenza con cui viene effettuata l'aspirazione. In commercio esistono due principali tipi di aspirapolvere ciclonico senza sacco che si differenziano in base al sistema di aspirazione: mono-ciclonico e multi-ciclonico.
Come si può ben capire, l'aspirapolvere mono-ciclonico è dotato di un unico filtro a ciclone, in grado di separare il 75% di polveri dall'aria, mentre quelli multi-ciclonici presentano più coni rovesciati all'interno dell'aspirapolvere che si azionano contemporaneamente, generando diversi vortici. L'aspirapolvere multi-ciclonico è potentissimo e riesci a separare il 95% delle polveri raccolte in aria pulita.
L'aspirapolvere ciclonico: pro e contro
Se si è compreso il funzionamento dell'aspirapolvere ciclonico è facile capire come questo sistema sia più conveniente rispetto a quello tradizionali, difatti lo sporco sarà raccolto in una cassetta estraibile e non sarà più necessario acquistare sacchetti per la polvere.
Il movimento ciclonico, soprattutto quello con più cicloni, ha il vantaggio di garantire una pulizia più efficiente e duratura anche dopo una sola passata, inoltre non sarà necessario passare la scopa ogni giorno, visto che questo sistema di aspirazione riesce a raccogliere più polveri di quello tradizionale.
Tra gli altri vantaggi di un’aspirapolvere ciclonico, bisogna sottolineare la mancanza di manutenzione, difatti non sarà più necessario sostituire il sacchetto aspirapolvere per eliminare lo sporco accumulato. Il sistema di filtraggio interno è più potente e efficiente di un classico aspirapolvere con sacco, visto che trattiene anche le polvere sottili e l
più sottili.
Grazie al sistema di filtraggio, l'aspirapolvere ciclonico senza sacco è indicato per chi ha animali in casa o vive con soggetti allergici alla polvere.
L'unico svantaggio degli aspirapolvere ciclonici è rappresentato dal prezzo, difatti questi sistemi di aspirazione hanno costi notevolmente più alti rispetto a quelli tradizionali, ma sono molto resistenti e l'investimento iniziale può essere recuperato nel tempo.
I principali modelli di aspirapolvere ciclonici
Gli aspirapolvere ciclonici sono ormai diventati molto popolari, ma il primo a brevettare questo tipo di aspirazione è stato Dyson, con le sue scope elettriche con sistema mono-ciclonico.
L'azienda Dyson si occupa da sempre di brevettare e commercializzare nuovi modelli mono e multi-ciclonici, inoltre si è specializzata nella realizzazione di aspirapolvere senza fili. Fino a pochi anni fa, chi desiderava acquistare un’aspirapolvere ciclonico senza sacco doveva necessariamente optare per quelli prodotti da Dyson, mente oggi è possibile trovarli di diversi brand.
Oltre ai famosi aspirapolvere Dyson, in commercio si stanno affermando anche quelli prodotti da Rowenta che assicurano le stesse prestazioni e ad un prezzo leggermente più vantaggioso. L'aspirapolvere Rowenta senza sacco con movimento multi-ciclonico utilizza un sistema di filtraggio efficiente e resistente.
martedì 10 dicembre 2019
Anna Tavano: focus su “She’s the Business”, report globale HSBC sull’imprenditoria femminile
"Si può e si deve fare di più per sostenere le donne nell'imprenditoria": il monito di Anna Tavano, Head of Global Banking di HSBC Italia, alla luce dei risultati di "She's the Business", report globale sulle disparità di genere nell'imprenditoria.


Anna Tavano: "She's The Business", report globale di HSBC, evidenzia le disparità di genere nel fare impresa
"Si può e si deve fare di più per sostenere le donne nell'imprenditoria": le parole di Anna Tavano, Head of Global Banking di HSBC Italia, sintetizzano efficacemente quanto emerge dal report "She's the Business". Lo studio, il primo al mondo a mettere in luce le difficoltà che le imprenditrici trovano nel reperire fondi per avviare e sostenere le proprie attività, ha coinvolto oltre 1.200 donne in Europa, Asia, Messico, Medio Oriente e Stati Uniti. Il report è stato per analizzare le sfide che le donne sono chiamate ad affrontare quotidianamente nell'intraprendere il loro percorso professionale nell'imprenditoria. "Ciò che emerge chiaramente da questa ricerca su scala globale è che vi è disparità anche quando le donne fanno le imprenditrici, e trovano maggiori difficoltà nel raccogliere capitali", ha sottolineato in merito Anna Tavano, Head of Global Banking di HSBC Italia: i risultati dello studio denotano infatti come più di un terzo delle donne imprenditrici debba affrontare pregiudizi di genere durante la fase di raccolta di capitali. Un trend che emerge in particolare dalla fase di valutazione dell'investimento, durante il quale vengono loro poste domande finalizzate a verificarne la loro credibilità come imprenditrici.Valorizzare e supportare le iniziative imprenditoriali femminili: l'invito di Anna Tavano
Il report "She's the Business", su cui si è espressa anche la Head of Global Banking di HSBC Italia Anna Tavano, rileva come in merito alle disparità di genere persistano grandi differenze tra i mercati. Livelli più elevati si riscontrano in Regno Unito (54%) e Stati Uniti (46%), mercati occidentali e maturi. La percentuale di disparità più bassa è stata individuata invece nella Cina continentale (17%). Nonostante ciò se le imprenditrici di Hong Kong (68%) e Singapore (59%) hanno meno probabilità di ottenere finanziamenti, l'investment pitch delle statunitensi (65%) e delle francesi (62%) godono di maggiori possibilità di successo. Questo anche a fronte di un'ulteriore complicanza, riscontrabile proprio in fase di lancio di nuovi finanziamenti: il 61% del campione, quasi due terzi, ammette infatti di essersi trovato davanti a team di valutazione composti quasi esclusivamente da investitori uomini. Non solo: dallo studio si evince inoltre come a livello globale, a parità di condizioni, le imprenditrici raccolgano in media il 5% di capitali in meno rispetto ai colleghi uomini. Le differenze maggiori sono state localizzate negli Stati Uniti (8%), in Francia (7%) e nel Regno Unito (6%). Di conseguenza, il 58% delle donne imprenditrici intervistate teme che le differenze di genere possano compromettere le fasi di raccolta di capitali. Insomma, un quadro non propriamente edificante. Per invertire la tendenza, serve grande impegno, come osserva Anna Tavano: "HSBC lavora con gli imprenditori di tutto il mondo e vogliamo aiutare le donne a far crescere le loro imprese attraverso la raccolta di fondi, la creazione di network e opportunità di mentorship. La nostra partnership con AllBright ci rende molto orgogliosi, in quanto ci permette di sostenere network di donne".Anna La Rosa: le tappe del percorso professionale
Managing Director di yourNEXT, società di comunicazione strategica e istituzionale, Anna La Rosa vanta una solida esperienza professionale nel settore grazie ai ruoli ricoperti nelle istituzioni, alle docenze universitarie e alle numerose conduzioni RAI, tra le quali spiccano i vent'anni di "TeleCamere", nota rubrica di politica e attualità.

Anna La Rosa, una vita al servizio della comunicazione: da cronista parlamentare al managing di yourNEXT
Nata a Gerace, in Calabria, Anna La Rosa si laurea in Filosofia e Pedagogia, diventando in seguito giornalista professionista nel 1988. Dopo sei anni come cronista parlamentare per l'agenzia Adnkronos e dopo aver ricoperto il ruolo di Capo Ufficio Stampa presso il Ministero del Lavoro, nel 1991 inizia il suo percorso in RAI nella redazione politica del TG2, diventandone caporedattrice 4 anni dopo. "Tvzone - Raccolta Differenziata", "Stazione Centrale", "Mio Capitano", "Napoli Capitale", "Uomini", "Storie", "Go Cart" sono alcuni dei programmi innovativi realizzati dalla giornalista negli anni in RAI: nel 1995 va in onda "TeleCamere", il famoso rotocalco d'informazione politica, parlamentare ed economica di cui è autrice e conduttrice e che per 20 anni seguirà la vita istituzionale del Paese, con una serie di speciali dedicati a tematiche come l'ingresso dell'Italia in Europa o il Giubileo del 2000. Specializzata fin dai primi anni di attività nel settore dell'informazione medico-sanitaria, con un focus su pedagogia e psicologia dell'età evolutiva, dal 1997 al 2015 conduce "TeleCamere Salute", primo programma a riprendere operazioni chirurgiche in diretta. Prima Vicedirettore di Rai Notte nel 1998, poi Direttore di "Tribune e Servizi Parlamentari" (oggi Rai Parlamento), nel 2005 realizza il programma d'informazione di prima serata "Alice, il paese delle meraviglie". Nel 2018 la svolta manageriale: con la vasta esperienza acquisita, entra in partnership con yourGROUP, la prima società italiana di advisory operativa C-Level, lanciando yourNEXT, che offre ad aziende e imprenditori numerosi servizi specializzati nella comunicazione con mass media, opinione pubblica e istituzioni.Anna La Rosa, gli altri ambiti di competenza
Attualmente professore associato di Comunicazione Scientifica e Biomedica presso l'Università La Sapienza (Facoltà di Medicina e Chirurgia), docente di Giornalismo Televisivo prima presso l'Università Statale di Tor Vergata e in seguito presso l'Università LUISS Guido Carli, Anna La Rosa è membro della Fondazione "Cure Focus Research Alliance" e responsabile dell'informazione per l'Italia, collabora con la rivista scientifica statunitense "CellR4" ed è autrice della rubrica "Salute & Benessere" sul settimanale "Visto". Sempre in ambito medico-scientifico, la giornalista collabora con l'Istituto Italiano di Psicopatologia di Roma ed è volontaria in ONLUS e comunità per minori con problemi dell'età evolutiva: da sempre impegnata nella pedagogia, tra le sue attività la fondazione, sotto la supervisione della dott.ssa Elena Gianini Belotti, di un asilo nido integrato a Milano ispirato al metodo Montessori e infine l'istituzione e la direzione di una scuola materna/asilo nido per bambini disagiati e portatori di handicap a Quarto Oggiaro.mercoledì 4 dicembre 2019
A2A: Valerio Camerano all’inaugurazione dell’impianto di illuminazione del Belvedere
"Una scelta illuminotecnica che coniuga l'effetto estetico all'efficienza energetica": l'AD di A2A Valerio Camerano inaugura l'innovativo impianto a Led che illuminerà il Belvedere di Palazzo Lombardia.

A2A fa risplendere di nuove luci lo skyline milanese: la soddisfazione dell'AD Valerio Camerano
Un progetto che, per riprendere le parole dell'AD Valerio Camerano, coniuga innovazione e attenzione al territorio, aspetti che da sempre contraddistinguono l'operato di A2A. Nasce dalla collaborazione tra il Gruppo e Regione Lombardia il progetto illuminotecnico per il Belvedere, trentanovesimo piano del grattacielo dove si riunisce la Giunta regionale. Per il nuovo sistema di illuminazione di Palazzo Lombardia sono stati posizionati 143 apparecchi a Led, che, sfruttando la tecnica RGB e il sistema di controllo Dmx, danno vita a infinite combinazioni cromatiche. Colori diversi, ciascuno con un preciso significato simbolico, a illuminare e ricordare date di valore, come ad esempio la Giornata contro la violenza sulle donne. Un progetto a cui ha lavorato il Gruppo guidato da Valerio Camerano, lo scorso 26 novembre presente alla cerimonia di inaugurazione dell'impianto insieme al Presidente di A2A Giovanni Valotti e al Governatore Attilio Fontana.A2A, l'AD Valerio Camerano illustra il progetto illuminotecnico per il Belvedere di Palazzo Lombardia
Inaugurando il nuovo impianto di illuminazione, l'AD di A2A Valerio Camerano si è detto soddisfatto "di aver realizzato con Regione Lombardia questo progetto". Nell'iniziativa, come ricordato dall'AD, si riflette il costante impegno del Gruppo nel garantire alle città "servizi con i più alti standard di qualità". Guarda in questa direzione anche l'impianto a Led per il Belvedere: Valerio Camerano ha fatto notare inoltre come la scelta illuminotecnica esprima la capacità di A2A di far coesistere nei suoi progetti "effetto estetico ed efficienza energetica". Il progetto evidenzia il ruolo dell'illuminazione come elemento architettonico e il suo valore nella trasformazione dello skyline urbano.Fabrizio Palermo: il discorso dell’AD all’inaugurazione del 170° anno di attività di CDP
L'AD e DG Fabrizio Palermo a Roma inaugura il 170° anno di attività di Cassa Depositi e Prestiti: oggi come allora la vicinanza al territorio è fondamentale per essere prossimi alle imprese e alle comunità locali.


Fabrizio Palermo: le celebrazioni per i 170 anni di Cassa Depositi e Prestiti
Il 170° anno di attività di Cassa Depositi e Prestiti è stato inaugurato lo scorso 18 novembre all'ex Poligrafico di Roma. Nel suo intervento, l'Amministratore Delegato e Direttore Generale Fabrizio Palermo ha sottolineato come nel corso della sua storia la missione di CDP sia rimasta la stessa, così come i motivi ispiratori che ne hanno guidato l'evoluzione nel corso della storia. E ora CDP guarda avanti, all'avvio di nuove iniziative, ad accelerare sul fronte dell'innovazione dove "siamo il primo operatore nel venture capital in Italia, con più di 200 startup supportate". Non basta però: "Siamo pronti con il Fondo Nazionale Innovazione con una dotazione di ben 1 miliardo di euro" ha annunciato Fabrizio Palermo. "Creeremo un collegamento strutturato tra idee innovative e imprese" ha spiegato l'AD evidenziando come il Gruppo già partecipi "direttamente e indirettamente oltre 500 aziende in tutte le filiere". E "questo porterà ad un vero e proprio cambio di passo nell'innovazione dei vari settori industriali".170 anni di CDP: il futuro del Gruppo nelle parole dell'AD e DG Fabrizio Palermo
"CDP investe nelle infrastrutture strategiche del Paese e il nostro obiettivo è creare un sistema di infrastrutture efficienti" ha affermato Fabrizio Palermo nel suo intervento all'evento per i 170 anni di attività del Gruppo a cui ha preso parte anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. "Puntiamo a fare sistema favorendo il dialogo tra le nostre eccellenze produttive, generando iniziative imprenditoriali innovative e sinergie commerciali e industriali anche all'estero" ha aggiunto l'AD citando a riprova la "collaborazione con Eni, Snam, Terna e Fincantieri per lo sviluppo di progetti per la produzione di energie pulite da moto ondoso, da rifiuti e da fotovoltaico". Un'altra testimonianza di questo nuovo approccio riportata da Fabrizio Palermo è la Cdp Academy: "Il primo caso di Academy trasversale ai vari settori industriali, con manager del Gruppo".giovedì 28 novembre 2019
Claudio Descalzi ai microfoni del “Corriere.it”: il futuro dell’energia sono i rifiuti
L'impatto dell'economia circolare su costi e materie prima nei prossimi anni: l'analisi dell'AD di Eni Claudio Descalzi, invitato a parlare di innovazione nel corso dell'incontro "The Frame, Human Innovation. Idee per nuovi leadership, leader per nuove idee".

Eni tra innovazione e sostenibilità: le parole dell'AD Claudio Descalzi
L'Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi è intervenuto lo scorso 12 novembre all'incontro "The Frame, Human Innovation. Idee per nuovi leadership, leader per nuove idee" organizzato da Kpmg in collaborazione con l'Economia del Corriere della Sera. Nella sua ottica innovare non significa seguire gli altri, perché altrimenti si arriverebbe sempre ultimi: "Il momento in cui si anticipano le cose è il momento in cui non si fa quello che fanno gli altri". Eni lo sa bene: "Veniamo da sei anni terribili nel mondo dell'Oil&Gas integrato; il settore ha visto infatti i prezzi più bassi di sempre. Sono state fatte scelte diverse e questo ci ha salvato". L'AD Claudio Descalzi sottolinea in merito come il Gruppo abbia "investito e innovato sulla parte delle competenze, della ricerca e dell'esplorazione".Claudio Descalzi: il valore dell'economia circolare per Eni
Senza tecnologia non c'è innovazione. Nel suo intervento all'incontro "The Frame, Human Innovation. Idee per nuovi leadership, leader per nuove idee", l'AD Claudio Descalzi ha sottolineato anche come il Gruppo in quattro anni e mezzo abbia investito in ricerca scientifica e aumentato del 40% il numero di ricercatori. Per Eni parlano ad esempio i significativi progressi raggiunti nell'economia circolare, uno dei settori su cui punta particolarmente. L'AD ne ha parlato in una intervista rilasciata al "Corriere della Sera" a margine dell'evento. "In futuro le materie prime non saranno più oil e gas, ma rifiuti organici e inorganici" ha spiegato Claudio Descalzi, facendo notare inoltre come i risultati raggiunti non sarebbero stati possibili senza le competenze e il coinvolgimento di tutta l'azienda nel processo di innovazione.Premio “Sport Civiltà”: Alessandro Benetton è il miglior Dirigente Sportivo
Alessandro Benetton è stato insignito del premio come miglior "Dirigente Sportivo" per il suo impegno nella promozione dello sport. Il prezioso riconoscimento è stato assegnato nel corso della 43ª edizione del Premio Internazionale "Sport Civiltà", iniziativa tenutasi il 18 novembre presso il Teatro Regio di Parma ad opera della Sezione "Raffaele Tagliani" dell'Unione Nazionale Veterani dello Sport, con il patrocinio di Comune di Parma, Provincia di Parma, Camera di Commercio di Parma e Coni Nazionale.

Alessandro Benetton premiato nella categoria "Dirigente Sportivo"
Alessandro Benetton ha ricevuto il premio internazionale che rende omaggio alle personalità che ogni anno si distinguono maggiormente nell'ambito dello sport e della cultura. Il riconoscimento sottolinea il lavoro svolto dall'imprenditore trevigiano nel mondo dello sport, in particolare nella diffusione promossa tra i giovani. Nell'assegnazione del premio hanno sicuramente influito gli ottimi risultati conseguiti da Alessandro Benetton in qualità di Presidente di Fondazione Cortina 2012, il Comitato Organizzatore dei Campionati del Mondo di Sci Alpino che si svolgeranno a Cortina d'Ampezzo a febbraio 2021, oltre che per l'impulso all'innovazione dato alle infrastrutture e ai servizi della Regina delle Dolomiti.Alessandro Benetton: una carriera professionale nell'impresa e nello sport
Alessandro Benetton è nato a Treviso nel 1964. Nel 1987 si laurea in Business Administration presso l'Università di Boston e nel 1991 consegue il Master in Business Administration a Harvard. La sua carriera professionale ha inizio in Goldman Sachs International nel dipartimento di Global Finance di Londra. Diventa Presidente di Benetton Formula nel 1988, ruolo che ricopre per dieci anni con importanti risultati, tra i quali la vittoria di tre titoli mondiali. Nel 1992 fonda 21 Investimenti (oggi 21 Invest), diventando uno dei precursori del settore Private Equity in Italia, e dal 2012 al 2014 è Presidente di Benetton Group. Tra i suoi incarichi correnti figurano quello come Consigliere d'Amministrazione di Edizione Holding e di Autogrill, oltre che membro della giunta di Confindustria. Nel 2010 è stato insignito del titolo di Cavaliere del Lavoro.Venezia, l’invito di Maria Elisabetta Alberti Casellati: fare di tutto per sostenere la città
"Per me vedere Venezia così è un grande dolore": il Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati nei luoghi danneggiati dall'alta marea.

Non si spengano le luci su Venezia: il monito di Maria Elisabetta Alberti Casellati
"Adesso è il momento del fare": nelle parole del Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati si riflette il rammarico per quanto sta accadendo in questi giorni a Venezia, funestata dall'alta marea. Lo scorso 16 novembre il Presidente ha raggiunto la città per verificare personalmente la situazione con autorità locali e tecnici al lavoro. Ai microfoni del TGR Veneto, il Presidente del Senato ha sottolineato come sia necessario, una volta passata l'emergenza, che non si spengano le luci su Venezia. E "se il Mose, come sembra, serve a qualcosa per evitare i disastri che ci sono stati, occorre finirlo" ha altresì aggiunto Maria Elisabetta Alberti Casellati nell'intervista.Maria Elisabetta Alberti Casellati a Venezia: il sostegno del Presidente del Senato
"Venezia ha bisogno di attenzione e oggi siamo appunto in una grande emergenza, con danni alle persone e all'economia che abbiamo visto" ha sottolineato inoltre il Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. Oltre a visionare personalmente i disastri che si sono verificati nel centro storico e all'interno della Basilica di San Marco, il Presidente ha partecipato anche a un incontro al Comando dei vigili di Venezia. "Abbiamo il dovere di preservare questo patrimonio dell'Umanità che fino a oggi è stato in pericolo costante" ha ammonito il Presidente evidenziando come adesso sia necessario "mettere in atto tutte quelle misure che possano servire perché non succeda più quello che è avvenuto". Come ribadito nell'intervista, Maria Elisabetta Alberti Casellati, che si è recata anche al conservatorio Benedetto Marcello tra gli studenti e i volontari che stanno sistemando gli spartiti rovinati dall'acqua alta, ha evidenziato inoltre come indubbiamente occorra "rifinanziare la legge speciale per Venezia".lunedì 25 novembre 2019
L’impegno del manager Roberto Casula all’interno del Gruppo Eni
Dopo aver conseguito la laurea in Ingegneria Mineraria e l'inizio di carriera in Agip, Roberto Casula approda in Eni, entrando a far parte del top management del Gruppo.

I primi incarichi di Roberto Casula nel settore energetico
Roberto Casula nasce a Cagliari nel 1962. Una volta terminati gli studi superiori, consegue nel 1988 la laurea in Ingegneria Mineraria presso l'Università della città. Successivamente, comincia il suo percorso professionale con un primo impiego nel settore degli idrocarburi presso Agip S.p.A., dove lavora fino al 1991 come Reservoir Engineer. Tale ruolo lo vede inizialmente impegnato nelle prove di produzione e nell'acquisizione dati sui pozzi. In seguito, si occupa invece dei lavori di reservoir modelling, ovvero di supervisione della modellizzazione numerica del comportamento dinamico dei giacimenti petroliferi. Nel 1992 si trasferisce nella società controllata del Gruppo Agip Angola Ltd a Luanda. In questo nuovo ruolo è incaricato di presiedere al controllo delle operazioni di mantenimento e sviluppo. Nel 1997 Roberto Casula torna in Italia, negli uffici di San Donato Milanese, in qualità di Development and Production Coordinator, ovvero di responsabile del coordinamento delle operazioni negli Stati dell'Africa Occidentale e dell'Asia Centrale in cui opera Eni.Gli obiettivi e le iniziative di Roberto Casula in Eni
Nel 2000 Roberto Casula avanza nuovamente di livello all'interno di Eni, lavorando prima come Responsabile dei Servizi Tecnici di progetto in Iran e poi come Dirigente e Project Director delle fasi 4 e 5 del piano Giant South Pars Gas. Tale posizione lo vede coinvolto in numerosi sopralluoghi di progetto in loco, motivo che lo porta nuovamente a vivere a Teheran. Dopo un breve rientro in Italia nel 2004, si sposta in seguito a Tripoli, dove è prima Managing Director per il Nord Africa, poi Senior Vice President della Regione Sub-Sahariana, ruolo determinante per l'avanzamento di carriera di Roberto Casula. Nel luglio del 2014 viene nominato Chief Development Operations & Technology Officer, ruolo che lo porta a confrontarsi direttamente con l'AD di Eni per quanto concerne i compiti tecnici, operativi, progettuali e di ricerca e sviluppo.Gianpietro Benedetti: la Danieli scelta negli USA per costruire un innovativo laminatoio
La Danieli & C. Officine Meccaniche S.p.A. scelta dall'americana Nucor per realizzare un laminatoio in Kentucky: la soddisfazione di Gianpietro Benedetti, Presidente del Gruppo.

Gianpietro Benedetti: Danieli, commessa negli USA da 330 milioni di dollari
Un impianto "destinato a diventare punto di riferimento tecnologico del mercato a livello mondiale". È il Presidente Gianpietro Benedetti a raccontare con grande soddisfazione l'ennesimo traguardo raggiunto da Danieli & C. Officine Meccaniche S.p.A. negli Stati Uniti. La società di Buttrio è stata scelta da Nucor, il maggiore produttore americano di acciaio, per la costruzione a Brandenburg, in Kentucky, di un nuovo stabilimento per la produzione di lamiere di alta qualità. La commessa, del valore di 330 milioni di dollari, è "frutto di una trattativa tecnica che si è protratta per oltre un anno": lo sottolinea il Presidente di Danieli & C. Officine Meccaniche S.p.A. Gianpietro Benedetti parlando del progetto di realizzazione del nuovo laminatoio che si prevede possa entrare in funzione nel 2022 e soddisfare il 97% della domanda di lamiere del mercato americano.Danieli: il valore del progetto dell'impianto in Kentucky nelle parole del Presidente Gianpietro Benedetti
L'impianto, fortemente automatizzato, produrrà ogni anno 1,2 tonnellate nette di lamiere in acciaio. E, come evidenzia il Presidente Gianpietro Benedetti, "è in grado di produrre una vasta gamma di prodotti, il cui spessore varia da 6 a 350 millimetri, che possono avere le applicazioni più disparate". Nello specifico Danieli & C. Officine Meccaniche S.p.A. contribuirà a dotare la nuova acciaieria di un forno ad arco elettrico, fornito di tutti i più moderni dispositivi meccatronici per migliorare sia le prestazioni dell'impianto sia la sicurezza dei lavoratori. Non solo: l'azienda italiana si occuperà anche di fornire il laminatoio Steckel, oltre a un pacchetto di automazione e parte elettrica gestito dalla consociata Danieli Automation. E a carico del Gruppo di Buttrio anche la fornitura di attrezzature per la metallurgia secondaria, dotate anche queste dei più recenti modelli di automazione. "Il trattamento termomeccanico rende gli acciai leggeri ma con elevata resistenza all'usura" aggiunge Gianpietro Benedetti a proposito del potenziale innovativo del nuovo stabilimento, che sorgerà sulle sponde del fiume Ohio, in un'area strategica al centro della più grande regione consumatrice d'acciaio degli Stati Uniti.Claudio Machetti, gli incarichi manageriali in Enel
Claudio Machetti è un dirigente di Enel, realtà nella quale arriva nel 2000 dopo essere stato impiegato inizialmente per Banco di Roma e poi in Ferrovie dello Stato. Per il Gruppo è oggi Direttore della Global Trading Business Line.


Claudio Machetti: i primi incarichi professionali
Nato a Roma nel 1958, Claudio Machetti ottiene nel 1977 il diploma presso il liceo "Tito Lucrezio Caro", iscrivendosi successivamente al corso di laurea in Scienze Statistiche presso l'Università la Sapienza di Roma. Discute la tesi nel 1982 e l'anno successivo si trasferisce a Milano per iniziare a lavorare come dipendente della sede locale del Banco di Roma. Nel 1985 torna a Roma, dove è impiegato alla Direzione Centrale dell'istituto di credito. In questo ruolo ha il compito di analizzare il merito di credito dei più grandi player del comparto industriale a livello nazionale. In seguito, ha l'opportunità di orientarsi nell'ambito dell'area equity, cambiando di nuovo posizione lavorativa e divenendo così funzionario alla Direzione Finanziaria. Tale ruolo prevede la leadership dell'IPO di alcune imprese quotate alla Borsa milanese. Nel 1990 diventa Vice Direttore responsabile del Nucleo Analisti Finanziari, mentre due anni dopo vi è un importante cambiamento nella carriera lavorativa di Claudio Machetti, che proprio nel 1992 inizia il percorso professionale all'interno di Ferrovie dello Stato. Inizialmente, è Dirigente Responsabile dell'unità Mercati Finanziari, ma in seguito assume l'incarico di Direttore della Finanza Operativa. In questo periodo nasce Fercredit, operatore finanziario captive che Claudio Machetti contribuisce a fondare e di cui diviene successivamente Amministratore Delegato.Claudio Machetti: l'arrivo in Enel e la scalata ai vertici
Claudio Machetti è responsabile in un primo momento dell'Area Finanza di Enel. Tra le attività svolte in quel ruolo gestisce la creazione della società finanziaria captive Enelfactor, di cui è inoltre Amministratore Delegato, e di Enel Insurance, compagnia di assicurazione di tipo captive che presiede fino al 2014. Nel 2005 viene nominato Direttore Finanziario di Enel, posizione che prevede la gestione della tesoreria, dell'indebitamento, delle assicurazioni, delle operazioni di finanza straordinaria, le relazioni con investitori ed agenzie di rating, etc.. È inoltre membro dei Consigli di Amministrazione di svariate realtà associate, tra cui Wind Telecomunicazioni, Terna ed Endesa. Nel 2009 diventa responsabile della direzione di Risk Management, costituita sotto la sua leadership, con l'obiettivo di gestire i rischi aziendali di tipo finanziario, creditizio, industriale, assicurativo e relativo ai prezzi delle commodities. Attualmente è direttore della Global Trading Business Line di Enel, area responsabile per l'intero gruppo, per l'approvvigionamento di gas, carbone ed altri combustibili, della gestione dell'operatività all'ingrosso di gas ed energia elettrica, della programmazione degli impianti di produzione. Nell'ambito della sua permanenza in Enel Claudio Machetti è stato per due volte presidente di Fondenel (fondo pensione dei dirigenti della società) ed una volta di Fopen (fondo pensione di impiegati, quadri ed operai).venerdì 15 novembre 2019
Gli incarichi e le competenze di Roberto Casula, manager in Eni
Dopo gli studi in Ingegneria e gli inizi professionali presso Agip, la carriera in Eni: l'iter di Roberto Casula nel settore energetico.


I primi incarichi di Roberto Casula nel settore energetico
Nato nel 1962 a Cagliari, Roberto Casula si laurea in Ingegneria Mineraria presso l'Università della città nel 1988. Concluso il periodo formativo, avvia la carriera professionale nel comparto degli idrocarburi, inizialmente presso Agip S.p.A., dove è impiegato fino al 1991 come Reservoir Engineer. Questo incarico lo porta a occuparsi in prima persona delle prove di produzione e dell'acquisizione dati sui pozzi. Successivamente, viene nominato reservoir modelling, lavorando alla supervisione della modellizzazione numerica del comportamento dinamico dei giacimenti petroliferi. Nel 1992 si sposta presso la società controllata del Gruppo Agip Angola Ltd a Luanda, capitale dello stato dell'Africa Centro-Occidentale. In questa veste professionale ha come compito principale il controllo delle operazioni di mantenimento e sviluppo. Nel 1997 Roberto Casula è di nuovo di ritorno in Italia, presso gli uffici di San Donato Milanese, nel nuovo incarico di Development and Production Coordinator. Tale ruolo gli impone la responsabilità di coordinamento delle operazioni negli Stati dell'Africa Occidentale e dell'Asia Centrale in cui è presente Eni.Le competenze e le attività di Roberto Casula in Eni
Nel 2000 Roberto Casula avanza nuovamente nella sua carriera in Eni, divenendo prima Responsabile dei Servizi Tecnici di progetto in Iran e, in seguito, Dirigente e Project Director delle fasi 4 e 5 del piano Giant South Pars Gas. Tale incarico comporta il coinvolgimento in diversi sopralluoghi progettuali, ragione che lo spinge a trasferirsi di nuovo a Teheran. Dopo un breve ritorno in Italia nel 2004, si sposta per lavoro a Tripoli, capitale dello stato libico. Qui è inizialmente impiegato come Managing Director per il Nord Africa, mentre in seguito diviene Senior Vice President della Regione Sub-Sahariana, posizione decisiva per il suo salto di carriera. Nel luglio del 2014 Roberto Casula viene nominato Chief Development Operations & Technology Officer, posizione che lo porta a confrontarsi direttamente con l'AD di Eni per i compiti tecnici, operativi, progettuali e di ricerca e sviluppo.Luigi Ferraris: intervista all’AD e DG di Terna dagli Stati Generali Transizione Energetica
Dagli Stati Generali della Transizione Energetica organizzati da Terna in collaborazione con CDP e Snam, l'AD e DG Luigi Ferraris sottolinea come poter affrontare al meglio le sfide che le realtà del settore si trovano ad affrontare oggi.


Luigi Ferraris agli Stati Generali della Transizione Energetica: intervista all'AD e DG di Terna
La transizione energetica in corso è equiparabile a una vera e propria trasformazione industriale: è quindi necessario uno sforzo corale tra imprese e istituzioni per accelerarne il corso. È quanto auspica l'Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna Luigi Ferraris nell'intervista rilasciata lo scorso 16 ottobre in occasione della sua partecipazione agli Stati Generali della Transizione Energetica: una due giorni di incontri sul futuro del sistema energetico, organizzata dal Gruppo insieme a Snam e Cassa Depositi e Prestiti. Un'opportunità di confronto, anche per analizzare le trasformazioni che vive oggi il settore. "Stiamo cambiando il modo di funzionamento del sistema elettrico, stiamo cambiando la composizione" ha sottolineato Luigi Ferraris, spiegando come in Italia ad esempio ci si stia muovendo "da impianti di generazione che erano 800 agli inizi del 2000 agli 800mila di oggi, grazie all'aumento delle rinnovabili e soprattutto al solare fotovoltaico". Un cambiamento che l'AD e DG di Terna non esita a definire "radicale", anche per le evidenti implicazioni che ne derivano.Le opportunità della transizione energetica: l'AD e DG Luigi Ferraris parla dell'impegno di Terna
"Se ci proiettiamo nel 2030, dobbiamo aspettarci milioni di punti in cui l'energia sarà prodotta e messa in rete: pensiamo solo alle auto elettriche che diventeranno delle batterie o degli stoccaggi viaggianti" afferma l'AD e DG di Terna Luigi Ferraris nell'intervista. Uno scenario che evolve rapidamente, caratterizzato in misura crescente da numeri sempre più grandi e questo comporta "la misurazione puntuale da parte di chi ha la responsabilità della sicurezza energetica". Come risponde Terna? Con un piano di investimenti, il più grande nella storia del Gruppo, che "punta molto su innovazione e digitalizzazione, necessarie per gestire la mole immensa di dati che transitano ogni secondo sul sistema". "È uno sforzo importante non solo in termini di infrastrutture di rete, con investimenti per 6,2 miliardi di euro solo per l'Italia nei prossimi cinque anni che serviranno a rendere la rete più magliata e a ottimizzare l'utilizzo delle rinnovabili disponibili" aggiunge l'AD e DG Luigi Ferraris, evidenziando inoltre come contribuiranno anche a coprire investimenti in digitalizzazione e innovazione: "Abbiamo allocato 700 milioni di euro in investimenti in innovazione e in una struttura di rete in fibra ottica per meglio gestire i nostri asset".Digitalizzazione: le considerazioni dell’AD Claudio Descalzi sul progetto Hpc5
Eni raggiunge un ulteriore traguardo nella digitalizzazione: l'AD Claudio Descalzi parla del progetto di realizzazione del supercalcolatore Hpc5, destinato a rivoluzionare i processi nel futuro del Gruppo.


Claudio Descalzi: Eni al lavoro per il supercalcolatore Hpc5
"Gli investimenti dedicati al potenziamento delle infrastrutture di supercalcolo e lo sviluppo di tecnologie proprietarie sono un pilastro fondamentale del processo di trasformazione digitale della società": è l'AD Claudio Descalzi ad esprimere al meglio il valore dell'innovativo progetto annunciato da Eni nei giorni scorsi. Il Gruppo è al lavoro sul nuovo sistema di supercalcolo Hpc5, creato nell'ottica di potenziare e aggiornare l'attuale Hpc4, triplicandone la potenza di calcolo che passerà da 18 a 52 PetaFlop/s. Nello specifico si tratta di 52 milioni di miliardi di operazioni matematiche svolte in un secondo. Per l'Hpc5 il Gruppo guidato da Claudio Descalzi si avvale della tecnologia fornita da Dell Technologies: ospitato all'interno del Green Data Center di Eni, il nuovo supercalcolatore disporrà da inizio 2020 di una potenza di picco totale pari a 70 PetaFlop/s. Diventerà quindi l'infrastruttura di supercalcolo dedicata al supporto di attività industriali più potente al mondo: oltre all'utilizzo dei "big data" generati in fase di operation da tutti gli asset produttivi, il supercalcolatore darà un'ulteriore accelerazione nella ricerca e sviluppo di fonti energetiche non fossili, supportando inoltre tutte le fasi di esplorazione, sviluppo e monitoraggio dei giacimenti.Claudio Descalzi: la strategicità dell'Hpc5 per il futuro di Eni
"La disponibilità di grandi potenze di calcolo e sofisticati algoritmi proprietari ci permettono di primeggiare nell'attuale scenario del settore energetico e di proiettarci al futuro" ha commentato in merito l'AD di Eni Claudio Descalzi, parlando dei numerosi progetti avviati dal Gruppo nell'ambito delle energie alternative e dell'importante piano di investimenti in Ricerca e Sviluppo. Questo significa futuro per Eni che con Hpc5 sta percorrendo la strada dell'utilizzo di supercalcolatori di classe exascale nel mondo dell'energia. "Sistemi che rivoluzioneranno i processi nel futuro dell'azienda" ha evidenziato Claudio Descalzi, sottolineando come il Green Data Center Eni, inaugurato nel 2013, sia stato uno dei primi in Europa per tipologia, efficienza energetica e dimensione. Ora, con l'installazione di Hpc5, conferma e mantiene "l'eccellenza che caratterizza le infrastrutture tecnologiche dell'azienda".Assegnati gli EDM Awards 2019
Martedì 12 Novembre, a Milano, presso Greenhouse
Deloitte Italy, si è svolta la nona edizione degli EDM Awards, la
cerimonia di premiazione durante la quale sono stati consegnati i
riconoscimenti che Edizioni DM conferisce, ogni anno, alle migliori
iniziative di comunicazione digitale e di shopping experience di retailer e
industria di marca.
Il concorso, patrocinato da ANES
e GS1 Italy, quest’anno, ha modificato nome assumendo quello di EDM
Awards, a indicare la casa editrice che pubblica le testate digitali Distribuzione
Moderna, Technoretail, DM Magazine e Greenretail,
promotrici dell’iniziativa.
La classifica dei vincitori è stata
decretata prevalentemente sulla base dei risultati di un’indagine cawi
realizzata dalla società Spice Search che ha coinvolto un campione
composto da oltre 2.000 consumatori…
mercoledì 13 novembre 2019
Presentato da Qintesi al Sap Now 2019 un innovativo progetto realizzato per il Gruppo Zambon
Diverse esigenze di Reporting, abitualmente rilevate dagli Uffici di Tesoreria Centralizzata, soddisfatte da un’unica soluzione “Real-Time Analytics as a Service”
Lo scorso 16 ottobre si è svolto presso FieraMilanoCity il tradizionale evento annuale organizzato da SAP. Quest’anno il SAP NOW ha seguito un ricco programma con una sessione plenaria e molteplici momenti tematici (Analytics, SAP HANA, Cloud Platform, …).
Anche Qintesi, Gold Partner SAP con la qualifica di «Service Partner» e «Build Partner», è intervenuta al SAP NOW 2019 ed ha presentato la soluzione “SAP Analytics Cloud – Strategic Treasury Reporting”. Si tratta di un progetto sviluppato da Qintesi per il Gruppo Zambon e rappresenta uno strumento efficiente di dashboarding e di presentazione, in grado di fornire “insight” efficaci sull’andamento di performance per l’area Corporate Treasury.
“Il progetto – ha illustrato Alberico Marino, Solution Architect Financial Supply Chain di Qintesi – è nato inizialmente con la volontà di introdurre innovazione nelle soluzioni aziendali per il Reporting della Tesoreria. Un’idea di fondo che ci ha accompagnato durante tutte le fasi progettuali presso il Gruppo Zambon è stata quella di ripensare al processo di preparazione dei dati necessari per il Reporting, eliminando tutta una serie di attività ‘Hand Crafting’ a basso valore aggiunto. Abbiamo inoltre rivisto le modalità di presentazione del Reporting e, soprattutto, individuato la possibilità di ingegnerizzare in un’unica soluzione le diverse esigenze di Reporting che emergono solitamente in un Ufficio di Tesoreria Centralizzata”.
“Queste idee di base si sono sposate perfettamente con le funzionalità garantite da SAP Analytics Cloud, la nuova piattaforma di business intelligence totalmente basata su tecnologia cloud, in grado di offrire un vero Real-Time Analytics as a Service”.
Durante la presentazione al SAP NOW Qintesi ha evidenziato i vantaggi che derivano dall’adozione di una piattaforma disegnata espressamente per il mondo cloud che garantisce, in un’unica soluzione, una serie di “insight” analitici nativi mediante i quali è possibile scoprire, analizzare, pianificare, predire e collaborare con estrema facilità.
Del progetto illustrato è stata apprezzata soprattutto la possibilità di avere in un’unica soluzione una serie di report che, solitamente, nelle diverse suite di Tesoreria, si ottengono utilizzando più prodotti/soluzioni.
L’attività ha coinvolto due Unit di Qintesi con background diversi tra loro: la Unit Analytics & Data Platform e la Unit Treasury & Fintech.
“Federico Pontoglio – ha illustrato Marino – ha guidato la prima Unit per dirimere tutte le problematiche di natura tecnologica relative alla connessione al mondo cloud dei diversi sistemi del cliente Zambon, e per la preparazione dei dati mediante efficaci e velocissime Calculation View su database HANA. Luca Greco ha guidato, invece, il team della Unit Treasury & Fintech, team con competenze funzionali in ambito Finanza, con la finalità di ingegnerizzare in un’unica soluzione la reportistica richiesta abitualmente da un Ufficio di Tesoreria centralizzata”.
“Alla buona riuscita del progetto – ha concluso Marino – hanno contribuito in maniera significativa sia la Funzione Tesoreria che il dipartimento IT del Gruppo Zambon. Mediante un approccio progettuale di tipo agile ed una serie di Proof of Concept (POC) di tipo incrementale, in soli quattro mesi si è passati dalla fase di Disegno della soluzione alla fase di Go Live”.
Temporalmente parlando, infatti, il Kick-off meeting, con relativo project planning, si è svolto nello scorso mese di aprile, mentre in maggio si è passati alla fase di Design vero e proprio del progetto. Il mese di giugno è stato dedicato invece alla fase di Configuration & Testing, mentre a luglio vi è stata l’introduzione vera e propria del nuovo servizio presso il Gruppo Zambon.
Da esperienze pregresse nel medesimo settore è emerso che questo tipo di Reporting richiede solitamente un timing di realizzazione ben maggiore e, soprattutto, la distribuzione delle attività necessarie alla realizzazione della soluzione è ripartita su diversi stream progettuali. In questo senso la concretizzazione del progetto per il Gruppo Zambon, portato in produzione da Qintesi in soli quattro mesi, è stata molto apprezzata, così come la sua innovazione.
Per maggiori informazioni: marketing@qintesi.it
