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lunedì 25 gennaio 2021

Intervista ad Elena Ianeselli e Stefano Corsi di Io mangio Reico Verona



_Cane adottato in canile e cane da allevamento:  i luoghi comuni 

"Personalmente non nascondo di essere orientata verso l’adozione da canile di un cane. Adoro la varietà di colori, forme, caratteri, ecc. del cane “mix” che lo rende unico nelle sue caratteristiche. Ovviamente dall’altra parte ci sono razze stupende su un piano estetico che sicuramente conquistano per bellezza e che fanno scattare la voglia di poter avere un cane simile. Quando io e Stefano abbiamo deciso di prendere un cane, pensando subito di cercare tra cani di canile il primo luogo comune con cui ci siamo confrontati è che in quanto di canile si trattasse di cani con problemi particolari, sia comportamentali che di salute. Nulla di meno vero! Tralasciando che i canili sono spesso di cani di allevamento acquistati e poi abbandonati, salute e carattere non dipendono esclusivamente dal pedigree. Certo, un allevamento che lavora bene può assicurare cuccioli esenti da patologie genetiche, può garantire a mamma e cuccioli condizioni di vita che creano i presupposti di una buona salute, può seguire con attenzione le fasi di sviluppo anche emotivo e comportamentale per crescere un soggetto equilibrato ma ciò non sempre accade e ancora più importante ciò non esclude che un cane di canile non possa avere le stesse caratteristiche. Su un piano comportamentale talvolta anzi le esperienze libere hanno formato un carattere solido e hanno permesso di acquisire competenze che con un cane di allevamento vanno invece costruite con impegno e varietà dal proprietario. Altrettanto in termini di salute, la selezione naturale nel processo evolutivo naturale della genetica spesso fa sì che il cane “mix” risulti più resistente e longevo. Altro luogo comune è spesso l’aspetto di attaccamento per cui si pensa che il cane di allevamento sia più abituato alle persone del cane di canile. La cosa può essere in parte vera o comunque dipende molto dal vissuto del cane di canile che potrebbe ad esempio essere anche un cane a cui un’altra famiglia ha rinunciato e che perciò ha perfettamente esperienza di vita a 6 zampe. Lo stesso ad esempio sul fatto di abitudine a vivere in appartamento. Il cane di canile si adatta spesso molto rapidamente alla vita di casa e con un minimo di pazienza, la stessa necessaria a qualsiasi essere vivente che vive un grande cambiamento, si inserisce prontamente nei ritmi umani. Nel cane di allevamento si portano poi le aspettative sul carattere e il comportamento del cane, creando delle etichette alle varie razze per cui quella è più giusta per questo, quella per l’altro, ecc. Questo è sicuramente vero almeno in gran parte ma stiamo parlando comunque di individui che pur presentando delle motivazioni tipiche di razza possono scostarsi da queste. Viceversa le stesse motivazioni o particolari abilità si possono riscontrare senza difficoltà anche in cani di canile. Il discorso in verità presenterebbe molte sfaccettature e andrebbero fatte molte distinzioni sulla base anche dell’età del cane, della sua provenienza, del suo carattere e delle sue motivazioni di razza (che possono essere ritrovate anche nei cani “mix”). Quello che più di tutto penso sia importante è considerare le caratteristiche dell’individuo e del nostro stile di vita per poter trovare chi meglio si adatta a noi e con cui quindi si potrà creare una squadra affiatata che trovare nella convivenza soddisfazione reciproca." [Elena] 



_Il cane in appartamento, la verità una volta per tutte 

"Una delle cose che spesso ci sentiamo chiedere io e Elena quando conoscono i nostri cani, tre e tutti di taglia medio-grande, è se abbiamo anche un grande giardino. In realtà viviamo proprio al contrario in un appartamento ma questo non rappresenta decisamente un problema! Ovviamente pur di tenere presente le loro esigenze. Vale a dire anzitutto le uscite e le passeggiate. Distinguo perchè un conto è parlare dell’uscita “igienica”, magari rapida rapida, giusto per assolvere ai bisogni fisiologici, un conto è il camminare, meglio ancora se in contesti naturali, che possano appagare il cane sia sul piano dell’esercizio fisico sia su quello della socialità e delle esperienze fuori casa (annusare, esplorare, ecc.). In questo senso che si abiti in un appartamento o in una villa la situazione non cambierebbe in modo poi assoluto. Per spiegarmi meglio, il cane che ha disponibile in giardino non può comunque passare tutta la sua vita girando solo per il giardino. Ha bisogno di incontrare altri cani, esplorare il mondo attorno, annusare nuovi odori, ecc. e per questo bisogna comunque portarlo fuori. C’è poi da sperare che pur avendo un giardino non passi la vita solo lì senza poter accedere agli spazi di casa, perchè l’isolamento sociale dai propri compagni umani è quanto di più triste si possa pensare per questi animali che concepiscono il branco come un valore e una sicurezza. Naturalmente avere un cane in appartamento richiede anche alcune altre attenzioni perchè servirà definire degli spazi per il suo riposo, consoni a garantire tranquillità e comfort, degli spazi per mangiare, riconosciuti come zona di rispetto per i loro pasti. Sarà bene prendere alcune precauzioni di sicurezza che riguardano ad esempio oggetti, materiali, prodotti da togliere dalla portata del cane perchè potenzialmente pericolosi, piante da evitare perchè velenose, dispense di cibo da rendere di non facile accesso per evitare tremende indigestioni! Vita in appartamento ma più in generale vita con un cane significa anche dividere del tempo assieme anche in casa oltre che fuori e quindi avere spazio e tempo per giocare o anche semplicemente per stare insieme. E poi avere una buona aspirapolvere! Perchè un cane deve poter fare il cane e questo a volte significa un po’ di pelo e terra in giro! Sia chiaro che non voglio dire qui che qualsiasi numero di cani, di qualsiasi taglia in qualsiasi spazio possa andare bene ma che non bisogna neppure prendere la scusa dell’appartamento per decidere se avere un cane o meno o decidere sulla base dei mq i kg di peso del cane. E’ più una questione del tempo che siamo disponibili e possiamo condividere.

 _I cani adulti da adottare sono per tutti oppure alcune situazioni vanno considerate in modo diverso? 

"Scegliere un cane adulto può risultare più semplice e allo stesso tempo più difficile. E’ più semplice perchè il carattere è formato e ci permette di conoscerlo senza eccessive sorprese, più difficile perchè i suoi trascorsi possono avere lasciato segni importanti che incidono sulla convivenza. La risposta secondo me è che nell’adozione di un cane adulto, soprattutto se non si hanno esperienze o competenze già consolidate è utile affidarsi ai consigli di chi conosce il cane in canile e di un educatore. Alcuni cani adulti sono assolutamente per tutti. Cani tranquilli, maturi, che magari hanno avuto altri proprietari o magari sono anche sempre vissuti in canile ma hanno comunque un carattere socievole e sereno, che possono inserirsi facilmente nella vita domestica umana e che magari sono in grado di convivere con bambini, altri animali di casa senza alcuna difficoltà. Altri casi sono totalmente diversi perchè riguardano cani arrivati in canile a seguito di esperienze fortemente traumatiche o cani alla stato brado chiusi in canile senza alcuna socializzazione con l’uomo. Queste sono situazioni da affidare solo a persone esperte o che comunque abbiano una forte motivazione (e tempo disponibile) ad impegnarsi con l’aiuto di professionisti per aiutare il cane a superare certi traumi o semplicemente a trovare una convivenza sostenibile. L’aspetto più importante da considerare è che non bastano sempre le buone intenzioni e l’affetto che possiamo dare ai nostri animali perchè alcuni cani hanno una storia importante alle loro spalle che spesso non possiamo conoscere e che li rende più o meno adatti a vivere in certi contesti familiari affinchè tutti possano essere felici di questa convivenza. Spezzo una lancia a favore del cane adulto comunque! Guidati da qualcuno che ascolti lo stile di vita umano tra i cani adulti si possono più facilmente trovare individui che stanno cercando proprio quello stile di vita e assieme ai quali potremo diventare reciproci ottimi compagni di vita." [Elena] 



_Se adotto un cane da solo farà una vita dignitosa o ne risentirà? 

"La risposta che possiamo dare io e Elena sembrerebbe scontata dato che adesso siamo arrivati a quota tre! In realtà meritano delle precisazioni. Il cane è un animale sociale che generalmente apprezza la compagnia dei propri simili come quella delle persone o almeno dei propri compagni bipedi. Anche un cane da solo può vivere splendidamente dunque insieme ai propri umani. La condivisione di tempi e spazi è la base di una vita felice e se c’è l’impegno a soddisfare i bisogni fondamentali del cane, intendendo con questo non solo cibo e riposo ma passeggiate, esperienze insieme, socialità con altri cani, ecc. anche il “figlio unico” avrà una vita fantastica! Convivere con altri cani sarà d’altronde fantastico per un cane che ama la compagnia dei propri simili perchè è ovvio che per quanto possiamo impegnarci non potremo mai fino in fondo comprendere e comunicare con loro quanto un simile. Gianbattista è stato figlio unico per qualche anno. L’arrivo di Bartina ha ovviamente cambiato gli equilibri ma non ha tolto tempo e attenzioni a nessuno ed anzi ha arricchito la vita di tutti ed è stato cruciale per Bartina che veniva da una situazione di deprivazione avere la solidità di Gianbattista suo simile, più ancora di noi. Concetta, entrata da cucciola, ha trovato nei due adulti di casa un riferimento solido e di guida per la crescita che non avremmo potuto dare allo stesso livello da umani e ha portato una ventata di gioventù che ha ringiovanito Giamba e sbloccato Bartina su tante iniziative. Francamente il “branco” è splendido e lo raccomanderei a chiunque ha la possibilità di gestire più di un cane ma ritengo assolutamente che un cane da solo possa avere una vita totalmente appagante con i propri compagni umani, consapevoli delle sue esigenze da cane e attenti a soddisfarle." [Stefano] 

_Non ho mai avuto un cane, sarò in grado di occuparmene davvero? 

"Come si dice nessuno nasce imparato! Anche essere cresciuti da bambini con un cane non risponderebbe a questa domanda perchè la responsabilità diretta di un cane è altra cosa. In realtà credo che ogni volta che si adotta un cane la domanda si ripresenta perchè anche se si “conoscono” i cani nel senso che se ne hanno avuti o anche si è studiato nel settore cinofilo, l’unicità di un individuo ci mette subito in scacco e apre sempre nuovi scenari. L’unico punto su cui è facile rispondere è se saremo in grado di occuparcene dal punto di vista puramente economico perchè lì gioca la matematica e dunque fare due conti con le spese previste e prevedibili. Su tutto ciò che sarà la nostra vita poi la prima risposta sta nella voglia che abbiamo di impegnarci ad occuparcene e nel tempo che abbiamo disponibile per farlo. Una vita che ci porta sempre in giro fuori casa, con orari di lavoro instabili e soprattutto che non lasciano tempo libero dovrebbero farci valutare che non avremo margini e anche solo concentrazione per poterci occupare di un animale. D’altronde avere tempo è una condizione necessaria ma non significa che poi lo impiegheremo davvero per il nostro cane se la nostra idea di avere un cane si limita al concetto di parcheggiarlo in giardino, piuttosto che dargli da mangiare, ecc. La motivazione ad impegnarsi a capire il mondo del nostro amico a 4 zampe investendo tempo e risorse per farlo, affidandoci se serve anche ad esperti, aprendoci alla voglia di imparare a dialogare con lui/lei è la vera risposta che ci permetterà di scoprire un meraviglioso mondo di esperienze condivise attraverso cui potremo crescere insieme al nostro cane." [Stefano]

Potete conoscere meglio Elena e Stefano qui: Elena e Stefano Io mangio Reico

mercoledì 13 gennaio 2021

AUSED: percorsi di innovazione aziendale sfruttando il Digital Marketing

 Tre casi di studio reali, nell’ottica di una accelerazione del proprio business

Durante il mese di dicembre 2020, nell’ambito della programmazione degli eventi organizzati dall’AUSED, definiti AUSED 2020, si è svolto un live webinar in cui la longeva associazione di CIO italiana ha affrontato assieme ad Atlantic Technologies il tema del Digital Marketing contestualizzato in questo particolare momento storico.

Stefano Lombardi, consigliere e responsabile della comunicazione di AUSED, ha sottolineato come durante l’incontro siano emerse “peculiarità e fattori comuni che hanno caratterizzano le tre aziende speaker del webinar. Realtà, di fatto, legate a settori molto diversi tra loro, ma che hanno ugualmente affrontato un percorso di innovazione attraverso il supporto del Digital Marketing”

Durante il webinar approntato dall’AUSED, col supporto dell’USFIT (il Gruppo Utenti Salesforce legato ad AUSED, presente all’evento con i consiglieri Luigi Pignatelli e Michele Vespasiani) e di Atlantic Technologies, le Industry che nell’ambito dell’utilizzo del Salesforce Marketing Automation hanno voluto raccontare le loro esperienze in un’ottica di accelerazione del business sono state Alpitour WorldPhoenix Contact e De Bona Motors. Si tratta di tre realtà che hanno portato in azienda il tema del “marketing” come priorità nel loro recente percorso di Digital Transformation.

Gli speaker di queste aziende sono stati Alessandro Ferrero, Head of CRM and Marketing Application di Alpitur, Gabriele Donato, Digital Transformation Manager di Phoenix Contact e Luca Villotta, Chief Technical Officer di De Bona Motors.

“L’incontro – ha proseguito Lombardi – ha portato alla luce diverse informazioni utili mostrando come queste soluzioni possano diventare un concreto strumento di marketing a 360°. Dalle tre esperienze è emerso come sia fondamentale perseguire la cultura digitale con coraggio intercettando le nuove sfide e i nuovi canali che si vengono a creare. Al contempo, ancora più importante si è visto come sia determinante creare una totale sinergia tra le aree di business, come nuovo abilitante per l’innovazione. In fine, l’utilizzo del Digital Marketing è stato mostrato come venga utilizzato da queste aziende anche come uno strumento di valutazione e misurazione delle diverse iniziative, permettendo di operare in modalità interattiva e ottenendo risultati importanti.”

Risultati tangibili sono emersi, per esempio, dal caso Alpitour, con una redemption che si è attestata al 70% in caso di carrello abbandonato, oppure nelle DEM in automatico del Car Dealer di De Bona Motors che, con solo 20 di queste attività auto-generate, ha ottenuto 150 contratti, pari al 4,5% dei contratti, sui 3.450 nominativi che non avrebbero altrimenti firmato.

“Un altro aspetto sostanziale emerso da questi tre progetti – ha proseguito Lombardi – è di come la soluzione di CRM centrale intrapresa dalle aziende si sia integrata molto bene con altre soluzioni a compendio (ad esempio attorno ai clienti del gruppo Alpitour ruotano piattaforme e sistemi in grado di occuparsi delle informazioni demografiche con integrazione del CMS Sitecore, Marketing Cloud e MS Dynamics)”.

Altre integrazioni spinte emerse, per esempio in Phoenix Contact, hanno riguardato l’integrazione di dati e processi tra Salesforce , SAP, Outlook, allargando poi il perimetro ai partner e al motore di marketing automation Pardot. Si è anche integrato LinkedIn Sales Navigator, Chatbot (MVP) e, per meglio condividere la conoscenza, una piattaforma di live webinar.

Nel caso Phoenix Contact, azienda che opera in ambito B2B, il progetto di generazione del nuovo CRM (denominato C1, ovvero Customer First, con l’Italia filiale pilota) ha previsto l’integrazione di Sales, Service, Marketing, Analytics & KPI. La soluzione è stata resa disponibile anche ai partner e alle agenzie, permettendo a tutti la gestione delle informazioni che transitano nel CRM. Il tutto sviluppato in pochi mesi.

Si è poi visto come, anche valorizzando il Change Management e l’approccio Agile, ben supportati dal system integrator, questi progetti di Marketing – alcuni nati in pieno lockdown – puntino di fatto a far guadagnare alle aziende una più veloce ripresa del mercato.

“Da un punto di vista del marketing automation – ha concluso Lombardi – queste soluzioni permettono l’importazione di interviste, l’invio di SMS, la clusterizzazione dei clienti, l’import dei lead degli eventi e i reminder degli appuntamenti. Queste attività sono spalmate su diversi piani. C’è quello che viene definito Customer Loyalty Journey, dove nel caso De Bona Motors spicca per importanza la raccolta della Privacy Lead o il suo rinnovo, ma anche i messaggi di benvenuto o di buon compleanno e l’invito agli eventi. Al contempo c’è l’attività di Customer Satisfaction con tutti i relativi Survey (ticket, vendita, post-vendita, feedback, ecc), così come l’attività di Business Value, dove ci si occupa delle scadenze e delle DEM promozionali”.

Quello che è chiaramente emerso da questo evento AUSED è che tramite il Digital Marketing, più che pensare in termini di B2B o B2C è ormai tempo di ragionare in ottica H2H. Occorre, quindi, saper personalizzare i contenuti con comunicazioni tailor made (e non a tappeto in modo invasivo), segmentare la target audience sulla base di tag applicati, misurare e analizzare metriche, e generare azioni specifiche sui singoli clienti.

Il dettaglio dei tre casi specifici è possibile approfondirli richiedendo ad AUSED il link del webinar scrivendo alla segreteria: aused@aused.org


Intervista all’esperto di Applitenda: la Pergola Bioclimatica

Davide, nel magazzino di Applitenda in Viale del Lavoro 2/A, Verona


Le Pergole Bioclimatiche sono delle soluzioni estremamente moderne che presentano un elevato livello di complessità e di ingegneria.

Siamo bombardati di messaggi pubblicitari che ci mostrano immagini di estremo lusso e design.

La Pergola Bioclimatica rappresenta appieno la modernità del nostro tempo, è altamente tecnologica, in grado di comunicare con il nostro smartphone o di integrarsi nel sistema di domotica già presente all’interno della nostra abitazione.

La difficoltà che si ha nel comprendere tutte le possibilità che offre una pergola bioclimatica diventa difficile da riassumere in uno spot pubblicitario.

Proviamo oggi ad approfondire questa importante soluzione insieme a Davide, uno degli esperti installatori di Applitenda:


Quali sono le cose da sapere assolutamente prima di acquistare una Pergola Bioclimatica?


Ad esempio che non tutti le sanno montare! Si tratta di strutture nuove, uscite nell’ultimo periodo sul mercato nella maggior parte dei casi. Le case produttrici fanno continuamente corsi di formazione per approcciare al montaggio con la maggior flessibilità possibile.

Non tutte le Aziende di installazione investono in questo tipo di preparazione per il proprio personale.

Inoltre queste soluzioni presentano davvero una mole di componenti difficili da assemblare se non vi è una consolidata esperienza pregressa. Si va inoltre verso strutture sempre più grandi per incontrare una domanda più esigente, questo incrementa ulteriormente le difficoltà. Quindi assicuratevi che chi effettua il montaggio

sia un tecnico esperto!



Come inizia la fase di preventivazione di una Pergola Bioclimatica?


Inizia sempre con un rilievo accurato, si possono presentare diverse strutture architettoniche, dal classico al moderno ed in fase di rilievo possiamo trovare la soluzione più idonea a risolvere qualunque tipo di irregolarità.

Una parete non a piombo oppure una gronda molto sporgente necessitano di un grado di progettazione della struttura della pergola più complesso, ma non meno entusiasmante! E’ interessante confrontarsi con i colleghi e con il produttore per studiare insieme gli accorgimenti che ne permetteranno una sicura e stabile

installazione.


Quanto si può personalizzare di una Pergola Bioclimatica?


Una Bioclimatica è personalizzabile quasi completamente. Partendo dagli aspetti estetici di colore, verniciatura e design, fino ad arrivare ad adattamenti strutturali utilizzando staffe e spessori. Riusciamo ad adattarci a qualunque problematica, una soluzione è sempre possibile, l’importante è mantenere un dialogo reciproco e ricco con il Cliente!


Le Pergole Bioclimatiche e la pioggia...


Ecco questa è una tematica che spesso preoccupa le persone che si avvicinano alle Bioclimatiche. Durante la perturbazione piovosa, le lamelle si posizionano orizzontalmente rispetto alla struttura, l’acqua riesce a defluire grazie ad una lieve inclinazione delle stesse. L’acqua scorre attraverso dei canali di scolo integrati nella struttura che percorrono tutto il perimetro della Pergola. Sento spesso grande preoccupazione verso un eventuale arrugginimento della struttura. Le Pergole bioclimatiche non arrugginisicono! Sono fabbricate in alluminio verniciato, la bulloneria è in acciaio e le guarnizioni in materiale resistente e flessibile.


info@applitenda.it