Dal 26 febbraio al 24 maggio Roma ospita la mostra "L'arte della pubblicità. Il manifesto italiano e le avanguardie 1920 – 1940". Negli spazi espositivi di Casino dei Principi, presso i Musei di Villa Torlonia, verranno esposti circa cento manifesti pubblicitari realizzati tra gli anni Venti e Quaranta del secolo scorso, che testimoniano il legame tra arte e pubblicità e pubblicità e sviluppo economico e industriale.

Le prime forme di pubblicità nacquero molto tempo fa: sui muri di alcune case di Pompei distrutte dall'eruzione del vulcano sono state infatti ritrovate alcune scritte che annunciavano feste, spettacoli e gare, o che invitavano la gente a votare per un determinato candidato, ma in generale, prima dell'invenzione della stampa, la pubblicità era affidata soprattutto a canali orali, come imbonitori, banditori e strilloni. Con l'invenzione della stampa, nel XV secolo, cominciarono a far capolino i primi annunci pubblicitari, ma è con l'avvento della rivoluzione industriale, e quindi con l'aumento della produzione, della varietà dei prodotti e della concorrenza tra imprenditori, che l'esigenza di pubblicizzare i prodotti e informare gli acquirenti diede una spinta decisiva ad un utilizzo della pubblicità molto simile a quello che conosciamo oggi. In Italia, più arretrata in campo industriale ed economico rispetto ad altri paesi, le prime comunicazioni pubblicitarie cominciarono a diffondersi tra la metà dell'Ottocento e gli inizi del Novecento, sia all'interno dei giornali che per mezzo di manifesti, che presto si imposero come principale mezzo di comunicazione di massa, diventando, nella prima metà del Novecento, una forma di espressione artistica, oltre che di promozione di un prodotto.

Tra gli anni '20 e '40 l'Italia visse un periodo particolare, caratterizzato da cambiamenti politici, sociali e sviluppo industriale. Erano gli anni della produzione e della cultura di massa, del Fascismo e della propaganda, di conquiste ed entusiasmi per la modernità. In questo periodo i manifesti pubblicitari, che videro una rapida diffusione, diventarono anche un terreno fertile di ricerca e sperimentazione per gli artisti del tempo: in questo periodo i più grandi artisti del Novecento, come Adolfo Wild, Duilio Cambellotti, Mario Sironi e Lucio Fontana, senza dimenticare il grande apporto dei futuristi Balla, Depero e Prampolini, prestarono la propria opera al servizio della pubblicità.

La mostra "L'arte della pubblicità. Il manifesto italiano e le avanguardie 1920 – 1940" si propone di mostrare l'evoluzione dell'arte della pubblicità attraverso libri, manifesti e bozzetti realizzati nella prima metà del secolo scorso: prenotate subito un hotel 2 stelle a Roma e visitate le 6 sezioni di cui si compone la mostra per scoprire come l'arte e il modo di fare pubblicità siano cambiati nel tempo, passando dalle raffinatezze grafiche del primo Novecento ai cromatismi del Futurismo, per arrivare all'espressionismo e al razionalismo. Approfittando delle offerte vacanze a Roma avrete la possibilità di scoprire come in quegli anni propaganda politica e sperimentazione in campo artistico si mischiarono, rivelando il potere comunicativo e simbolico del mezzo pubblicitario, ma avrete modo di apprezzare i manifesti esposti in virtù del loro valore non solo artistico, ma anche storico: i manifesti ci dicono infatti molto della situazione politica, del costume, dello sviluppo industriale ed economico dell'Italia del tempo.

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Date: 26 Febbraio – 24 Maggio 2009
Dove: Musei di Villa Torlonia - Casino dei Principi, Roma, Italia
Articolo a cura di Trenet Srl - consulenza it

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