Legge sicurezza. Introdotto il divieto di sposarsi con stranieri irregolari.
Giovanni D’AGATA componente del dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori pronto ad una battaglia legale contro la grave discriminazione attuata con l’art. 1 comma 15 della Legge 94/09
Quando all’inizi dello scorso maggio il Presidente del Consiglio on. Silvio Berlusconi dichiarava di non volere un’Italia multietnica, aveva certamente ben chiaro il quadro che si sarebbe prospettato dopo l’entrata in vigore del Disegno di Legge n. 733-B entrato prepotentemente nelle cronache nazionali e non solo specie dopo le tragiche storie degli estivi naufragi come “Legge sulla Sicurezza”.
Un articolo di legge, forse il meno conosciuto e pubblicizzato, conteneva in sé il germe del più terribile, odioso razzismo e della più bieca xenofobia: impedire i matrimoni con stranieri irregolari e tra questi, quindi, gran parte dei matrimoni misti.
Il concetto per il Governo era semplice e di facilissima attuazione. Bastava modificare l’articolo del codice civile (ndr il 116 comma primo) che disciplinava l’unica condizione per lo straniero per contrarre un regolare matrimonio nel Nostro Paese ossia la necessità del “nulla osta” da parte dell’Autorità competente nel suo paese ed il gioco razzista e xenofobo poteva essere fatto in un sol colpo!
Se all’articolo fosse stata data la stessa risonanza di tutti gli altri obbrobri anche meno gravi fra tutti quelli contenuti nel cosiddetto “pacchetto sicurezza” - parafrasando il mio Presidente di partito -l’opinione pubblica avrebbe replicato a chiare lettere: “che c’azzecca il matrimonio con la sicurezza?” ed alla domanda il Ministro dell’Interno Maroni o chi per lui avrebbe probabilmente risposto “lo abbiamo fatto perché volevamo impedire tutti i matrimoni di facciata che in realtà servivano a regolarizzare immigrati clandestini!”.
Ed allora è spontaneo chiedersi quanti di questi matrimoni sono stati fatti in Italia? Il Governo aveva delle statistiche dei dati empirici? Era incapace di controllare questo presunto fenomeno o in realtà la nuova norma serviva ad altro e nascondeva in realtà l’embrione dell’intolleranza?
Qualsiasi sia la ratio della legge a quale fine questa sia indirizzata fatto stà che la stessa crea una grave discriminazione anche per quei cittadini italiani che hanno trovato l’amore in qualcuno che hanno deciso di sposare e che purtroppo non potranno amare liberamente e senza preoccupazioni non potendosi “vincolare” consensualmente per la vita davanti ad un pubblico ufficiale dello Stato italiano.
La famiglia cellula fondamentale del Paese istituzionalizzata nella e con la Nostra Costituzione negli articoli 29 e seguenti, appare violata nella Sua intima essenza attraverso una norma che per Giovanni D’AGATA componente del dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, appare ictu oculi incostituzionale.
Per questi motivi Giovanni D’AGATA, ritiene opportuno informare l’opinione pubblica che a breve verranno avviate le prime azioni legali e promette una dura battaglia di Giustizia al fine di veder cancellata questa odiosa norma razzista che offende il Nostro Ordinamento giuridico e costituzionale ma soprattutto la Nostra stessa idea di Società.

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