Puntuale come ogni anno si rinnova la bella iniziativa di Legambiente intitolata “Spiagge Pulite”, con la quale l’associazione ambientalista si ripropone di rendere molto più decorose e pulite le spiagge italiane in seguito ai veri e propri disastri praticati in inverno, quando i nostri litorali si trasformano in vere e proprie discariche a cielo aperto. L’iniziativa di Legambiente, si iscrive in un progetto molto più ampio sviluppato a livello internazionale e denominato Clean Up The Med, giunto alla sua 22esima edizione, e al quale ogni anno aderiscono le associazioni ambientalistiche e di volontariato di ben 22 paesi in tutto il mondo.


Per “Spiagge Pulite” 2011 Legambiente ha già reclutato 800 giovani volontari che già dallo scorso fine settimana si sono messi all’opera per ripulire le spiagge del nostro paese. E dopo solo un week-end di attività di pulizia i dati diffusi sono allarmanti, visto che da Legambiente hanno fatto sapere che sono già stati raccolte circa 20mila buste e centomila cicche, segno questo che gli italiani stanno poco attenti alla tutela dell’ambiente gettando sulle spiagge davvero di tutto. Sebastiano Venneri, vice-presidente di Legambiente, a proposito di questi dati ha dichiarato:


“Purtroppo è ancora troppo diffusa la tendenza a scambiare il mare e le coste come una discarica e questo mette in pericolo la biodiversità dentro e fuori dall’acqua e la bellezza delle nostre spiagge che sono invece un’importante ricchezza da tutelare, una delle risorse paesaggistiche, economiche, sociali e culturali più importanti del nostro paese”.


Da segnalare come quest’anno l’iniziativa “Spiagge Pulite” si arricchisca anche di un ulteriore tentativo, vale a dire quello di ripulire anche i fondali marini. L’idea che Legambiente ha intenzione di realizzare è quella di rendere vivibili le coste italiane, tutelandole da azioni di deturpamento ed impoverimento. Forte è anche il contorno politico assunto dall’iniziativa “Spiagge Pulite”, visto che una buona fetta delle associazioni ambientalistiche ha deciso di prendere posizione contro la decisione di trasformare i litorali in proprietà private, correndo così il rischio che questi cadano sotto la gestione di costruttori senza scrupoli che non farebbero altro che cementificare gli arenili e aumentare i chilometri di muri che impediscono l’accesso dei cittadini alle spiagge. Lo schieramento contro questa possibilità di privatizzazione sintetizza lo spirito che muove l’iniziativa di Legambiente, vale a dire la volontà di affermare l’idea del mare e delle spiagge come un bene di tutti da tutelare da qualsiasi tipo di speculazioni.


Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, ha dichiarato:

“Il Decreto Sviluppo è una via alla privatizzazione e alla devastazione del paesaggio costiero che spalancherà le porte agli economisti. Nessun Governo può pensare di concedere privatizzando per decenni, tanto meno con assurdi e pericolosi diritti edificatori sulle nostre coste”.

Altra novità di quest’anno l’affiancamento a “Spiagge Pulite” di un’altra iniziativa, “Handiamo”, che nelle intenzioni di Legambiente dovrebbe essere “una promozione di cultura” per eliminare le barriere architettoniche e naturali che non consentono ai portatori di handicap di accedere alle spiagge.

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