Il termine cantiere è una parola generica che include diverse sottocategorie, ognuna delle quali caratterizzata da specifiche peculiarità.

Cantieri, cantieri navali, cantieri edilizi … tutti noi sappiamo, a grandi linee, a cosa ci si riferisce quando si parla di cantiere, un termine che è entrato nell’uso comune anche in senso figurato (basti pensare all’espressione “avere qualcosa in cantiere”, che sta a significare che stiamo lavorando a qualcosa), ma la maggior parte di noi non conosce le effettive caratteristiche di questi particolari luoghi di lavoro e si limita a pensare al cantiere come ad un ampio spazio in cui si possono trovare strutture mobili, operai con caschetto giallo e attrezzature non meglio identificate.

Per avere le idee più chiare sui cantieri, sulle loro caratteristiche e sulle differenze tra i vari tipi di cantieri, ecco dunque un breve e semplice excursus. Cominciamo dall’etimologia del termine, che a prima vista può sembrare un po’ strana: cantiere deriva infatti dal termine latino “cantherius”, che significa letteralmente “cavallo castrato” ma che in senso figurato sta ad indicare un cavalletto di sostegno. E i cavalletti si sostegno, o travicelli, sono quelli impiegati nei cantieri per posare le navi in fase di fabbricazione o restauro. Ecco dunque spiegato lo strano legame tra un cavallo castrato e un cantiere!

Volendo dare invece una definizione del termine cantiere, potremmo definirlo come un posto di lavoro temporaneo all’interno del quale vengono generalmente costruiti dei grossi manufatti tramite l’utilizzo di attrezzature specifiche all’aperto. Questi grossi manufatti possono essere case, navi o altro ancora, ed è a seconda dei tipi di opere che vi vengono costruiti che i cantieri si dividono in diverse tipologie: cantieri per costruzioni edili, cantieri impiantistici, navali ed aeronautici.

Il cantiere edilizio, quello in cui cioè vengono costruiti edifici di vario tipo, è forse la prima tipologia di cantiere che viene in mente all’”uomo della strada” quando si parla di questo argomento. L’organizzazione di ogni cantiere edilizio prevede due fasi distinte e precise: la prima, quella preparatoria, comprende la distribuzione dei macchinari e il ricevimento, controllo e deposito dei materiali, mentre la seconda fase è quella della costruzione vera e propria, e che comprende varie fasi fondamentali, quali l’erezione di impalcature e la posa in opera dei materiali. Veniamo ora a chi ci lavora, dentro il cantiere edile. Come detto, l’immagine che molti di noi hanno in mente è quella dell’operaio con il casco protettivo giallo in testa, ma in un cantiere si possono trovare molte diverse figure professionali, dal direttore dei lavori, che deve vigilare sulla corretta attuazione del progetto, ai pontisti, incaricati di montare e smontare scale per ponteggi e ponti di servizio, dai decoratori per muri, serramenti e arredi agli impiantisti, che si occupano dei sistemi idraulici ed elettrici. E la lista potrebbe essere ancora lunga!

Come detto, non esiste però solo questo tipo di cantiere. Passiamo dunque brevemente in rassegna le altre tipologie: il cantiere impiantistico è quello che viene predisposto per realizzare grandi impianti energetici, chimici, nucleari o di altro tipo; il cantiere navale, com’è facilmente intuibile, è quello in cui vengono costruite le imbarcazioni e in cui lavorano figure quali i saldatori, i carpentieri, i meccanici e gli elettricisti; nel cantiere aeronautico, infine, vengono costruiti velivoli civili e militari all’interno di ampi spazi coperti.



Articolo a cura di Francesca Tessarollo
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