Leggo le ultime dichiarazioni dell'on. Alessandro Pagano (sempre pronto a dire qualcosa su tutto, purché ben veicolata sui media) di entusiastico apprezzamento per la proposta razzista del Ministro Maroni (a capo della Polizia pur essendo stato condannato per aver morso ad un polpaccio un poliziotto!) di schedare i bambini di etnia Rom attraverso le impronte digitali.
Pagano saluta con favore questa norma perché "il cittadino ha bisogno di protezione e sicurezza e non vuole essere abbandonato ai delinquenti". Evidentemente parla per esperienza personale, giacché a Montecitorio si trova fianco a fianco con collegi deputati del PdL pregiudicati e condannati (concussione, tangenti, corruzione ecc.) ma saldamente attaccati alle poltrone...

maroni

I bambini Rom spietati delinquenti da schedare con metodi da Terzo Reich? Stranamente questa volta il proverbiale quanto imbarazzante fondamentalismo dell'on. Pagano, che da quando è in politica si è autoproclamato dispensatore e difensore della cristianità, non funziona. Ecco allora aspre invettive di Pagano contro Famiglia Cristina, la quale giudica «Indecente la proposta razzista di Maroni». La nota rivista cattolica della Società Apostolato San Paolo "da tempo ormai – dice l'on. Pagano - si è appiattita su posizioni pseudoprogressiste e non perde occasione per manifestare ostilità e rancore su qualsiasi iniziativa portata avanti dal Governo votato legittimamente e largamente dagli italiani". Insomma, per l'on. Pagano Famiglia Cristina "più che un periodico cattolico sembra quasi l'organo ufficiale di Rifondazione Comunista".
E lasciamo perdere pure Pax Christi, il movimento cattolico nato sotto l'egida della Conferenza Episcopale Italiana:
giudica le impronte ai minori Rom un "attacco ai più elementari diritti umani" che avrebbe lo scopo di "colpire i deboli per parlare ai forti", un segno di inciviltà che "alimenta pregiudizi nei confronti del diverso e dei più deboli", laddove come Italiani (e Siciliani soprattutto) dimentichiamo "la nostra storia di migranti e discriminati e pensiamo che la repressione sia l'unica forma di controllo. Attacchiamo la parte più debole della società (i bambini) per mandare messaggi alla parte più forte (gli adulti)".
Personalmente le discriminazioni razziali alla base delle idee di Maroni e Pagano mi ripugnano, mentre sottoscrivo in pieno le dichiarazioni di Pax Christi basate sui valori della solidarietà, dell'accoglienza e della legalità: "condividendo la posizione della fondazione Migrantes, e di molte voci della Chiesa e della società civile che denunciano un'Italia a "rischio xenofobia o peggio, discriminazione razziale", invitiamo a non tacere, a non minimizzare e a denunciare come pericoloso cancro sociale ogni politica, cultura, linguaggio, gesto, progetto xenofobo e razzista".
Come fa l'on. Pagano a ricoprire l'abito del fervente cristiano davanti il sagrato di ogni chiesa sancataldese (specie se in giro c'è aria di elezioni) e poi, in Parlamento, sfogare una tal rabbia in questa "guerra ai poveri, demagogica, antidemocratica ed antievangelica", com'è stata definita da numerosi operatori pastorali che lavorano con Rom e Sinti?
Che abisso – culturale, politico, etico, religioso – fra le affermazioni "leghiste" di Pagano e le parole di questi operatori pastorali di tutta Italia: "Come annunciatori del Vangelo di Gesù, che nell'accoglienza dei poveri e dei piccoli ci ha rivelato il volto del Dio della vita, non possiamo dimenticare che in ogni uomo e donna, chiunque essi siano, di qualsiasi popolo, cultura e fede di appartenenza, è impressa l'impronta di Dio, è questa l'unica impronta che vogliamo "adorare" ed esibire"!
Anche in questa vicenda delle impronte ai bambini Rom l'on. Pagano fa di tutto per apparire come uno di quei politici scaltri e cinici, che usano strumentalmente la religione come un mezzo per ottenere simpatie elettorali, smentendo però - con le proprie parole e le proprie azioni – quegli stessi principi e valori che stanno a fondamento del credo religioso al quale fanno finta di ispirarsi.

Ennio Bonfanti
www.enniobonfanti.it

 


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