Record di investimenti per Terna. Secondo il nuovo piano strategico, la società di Luigi Ferraris prevede di immettere nel mercato, entro il 2023, 6,2 miliardi di euro per il rinnovamento della rete elettrica italiana. La cifra rappresenta l'impegno economico più alto di sempre.
Luigi Ferraris

Luigi Ferraris, Terna: un piano strategico da 6,2 miliardi

Il Consiglio di Amministrazione di Terna ha approvato il piano strategico 2019-2023 che prevede 6,2 miliardi di euro di investimenti per la rete elettrica italiana. Una cifra che rappresenta l'impegno economico più alto di sempre, con un incremento di quasi il 20% rispetto ai 5,3 miliardi di euro del precedente piano. La società guidata da Luigi Ferraris conferma, inoltre, di volersi concentrare sullo sviluppo della rete di trasmissione nazionale, delle interconnessioni con l'estero, delle attività di rinnovo degli asset e miglioramento della qualità del servizio ed efficienza. In particolare, Terna si impegnerà a favorire l'integrazione dell'energia prodotta da fonti rinnovabili, rimanendo fedele alla propria mission di sostenibilità. Insieme al piano, Luigi Ferraris ha presentato i risultati consolidati dell'anno appena concluso: utile netto di oltre 706 milioni di euro, in crescita del 2,7% sul 2017, e un Ebitda di 1 miliardo e 650 milioni di euro, in aumento del 2,9%.

Luigi Ferraris: un investimento nel segno della sostenibilità

Lieto dei risultati straordinari raggiunti da Terna nel corso del 2018 e del piano di investimenti approvato, Luigi Ferraris ha commentato così: "Ci affacciamo all'inizio di questo piano, che è il 2019, in ottima salute. Abbiamo chiuso il consuntivo con risultati in crescita rispetto al 2017, che è un'ottima base di partenza per verificare e testare la nostra capacità di realizzare il piano 2019 - 2023". In particolare, il piano si focalizzerà sulla promozione di un modello economico sostenibile, come conferma l'AD del gruppo: "L'investimento previsto per l'Italia nei prossimi cinque anni è il più alto di sempre e punta ad accelerare la transizione energetica del Paese verso un sistema con più auto elettriche, più pompe di calore, minore capacità produttiva da fonti fossili e maggiore da fonti come il vento e il sole, che non permettono di variare la produzione in base alla domanda del momento".
 
Top