Fare dell’Italia un vero e proprio hub elettrico del Mediterraneo: ad affermarlo, in un’intervista con EurActiv.it, Flavio Cattaneo, dal 2005 amministratore delegato di Terna, il primo operatore di reti per la trasmissione dell’energia elettrica in Europa.

Dottor Cattaneo, Terna finanzia un nuovo progetto sul fotovoltaico per un valore compreso tra i 180 e i 260 milioni di euro. Può spiegare i termini e l’obiettivo di questo accordo?
Con la realizzazione e la cessione di dieci impianti fotovoltaici, per una capacità compresa tra 50 MWp e 78 MWp, attraverso la società Nuova Rete Solare, a fine luglio scorso Terna ha concluso un’operazione record, che segue di appena 4 mesi il closing della cessione di Rete Rinnovabile e il compimento della prima tranche del progetto fotovoltaico. Progetto che, come noto, è stato realizzato con l’obiettivo di valorizzare i terreni, altrimenti non utilizzabili, adiacenti alle stazioni elettriche di Terna, attraverso la realizzazione di impianti di generazione fotovoltaici di piccola taglia. Nella prima tranche Terna ha realizzato e ceduto oltre 60 impianti per una potenza totale di 150 MWp attraverso la società Rete Rinnovabile, costituita, sviluppata e ceduta al fondo inglese Terra Firma al tempo record di 10 mesi per un valore di oltre 640 milioni di euro, con una plusvalenza di oltre 200 milioni di euro.
Secondo l’accordo, per cui Terna fornisce a Nuova Rete Solare servizi di manutenzione, sorveglianza e monitoraggio degli impianti secondo contratti definiti nell’ambito dell’operazione di cessione di carattere pluriennale, il closing di questa seconda tranche è previsto entro il 2011. Gli impianti sono distribuiti in cinque regioni italiane (Veneto, Emilia Romagna, Sardegna, Lazio, Puglia) e hanno una potenza media di 7-8 MWp.
Lei ha recentemente dichiarato che il 2011 è un anno “record per gli investimenti sulla rete elettrica nazionale”. Cosa prevedete per i prossimi anni?
Nell’ultimo quinquennio Terna ha investito 4 miliardi per lo sviluppo della rete, il quadruplo del quinquennio precedente, imprimendo una forte accelerazione. A inizio di quest’anno abbiamo presentato il Piano Strategico 2011-2015, che prevede progetti per altri 5 miliardi di euro per ammodernare e potenziare la rete. Tra i principali, il “Progetto Grandi Città” per le nuove reti elettriche in sei grandi centri urbani - Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova -, un’imponente opera che cambierà il volto delle aree metropolitane apportando maggior sicurezza, qualità, efficienza e sostenibilità alle infrastrutture energetiche. Una sfida che coinvolgerà 200 imprese e 10 mila persone.
Tuttavia, la recente manovra all’esame del Parlamento che prevede, tra le altre cose, l’estensione anche a Terna della cosiddetta “Robin Hood tax”, impone un’attenta valutazione dell’impatto di questa misura sul nostro piano di investimenti, che potrebbe essere modificato.
L’elettrodotto “ecologico” che collega Pavia a Lodi testimonia una maggiore attenzione all’ambiente rispetto al passato. Quali altri passi state compiendo in questa direzione “verde”?
Le strategie della nostra Società da sempre sono orientate allo sviluppo sostenibile, che perseguiamo attraverso una serie di punti fermi quali la razionalizzazione della rete, la riduzione dell’impatto ambientale e delle emissioni di CO2, il dialogo costante con gli Enti Locali, la tutela della biodiversità. La linea “Chignolo Po-Maleo”, fiore all’occhiello tra le linee a forte vocazione ambientale, ha previsto l’installazione di tralicci monostelo altamente tecnologici, con minor impatto visivo e con ingombro al suolo minimo rispetto ai tradizionali sostegni tronco piramidali.
I tralicci tubolari costituiscono un’importante innovazione nella realizzazione delle linee ad alta e altissima tensione e sono previsti anche in altre grandi autostrade dell’energia, quali la “Laino-Rizziconi” in Calabria, la “San Fiorano-Robbia” nel Parco dell’Adamello, la “Trino-Lacchiarella”, tra Lombardia e Piemonte, e lungo la “Sorgente-Rizziconi”, il collegamento elettrico tra Sicilia e penisola italiana. Tra i tralicci di nuova concezione rientrano anche i sostegni Foster e i Rosental Dutton, ideati per aree ad elevato interesse paesaggistico.
Recentemente Terna si è concentrata sull’ottimizzazione della gestione dei flussi di energia e su una forte accelerazione nello sviluppo della rete. Può entrare nello specifico? In quali altri ambiti si concentrano gli investimenti?
Quella di ottimizzare la gestione dei flussi di energia, che in gergo tecnico si chiama “dispacciamento”, è un’attività poco nota e che i non addetti ai lavori faticano a comprendere, e che invece è di straordinaria importanza. In Terna abbiamo altissime professionalità che ci hanno consentito di portare avanti un grande programma di innovazione tecnologica ed informatica. I risultati sono presto detti: nel biennio 2009-2010 abbiamo fatto risparmiare al sistema 1,8 miliardi di euro rispetto al 2008. Per avere un ordine di grandezza, è come se Terna avesse lavorato a costo zero per un anno e mezzo.
Accanto alle attività regolate Terna sta portando avanti nuovi grandi progetti in attività cosiddette non tradizionali: 1 miliardo di euro del Piano Strategico, sui 6 complessivi, è destinato a progetti per lo sviluppo di sistemi e tecnologie per la sicurezza del sistema elettrico. Tra questi rientrano le operazioni sul fotovoltaico, lo sviluppo di sistemi di accumulo dell’energia mediante batterie e pompaggi e attività nel settore dell’efficienza energetica.
Terna è presente anche nel resto d’Europa. Quali sono i progetti principali in cui è impegnata?
Vista la posizione geografica del nostro Paese, la strategia di Terna è quella di fare dell’Italia un vero e proprio hub elettrico del Mediterraneo. Attualmente l’Italia ha già attive 22 interconnessioni con i “vicini” europei, tra cui i collegamenti con Francia, Svizzera, Austria, Slovenia, Grecia e i Balcani. E altri ne abbiamo in programma: un nuovo collegamento con il Montenegro e un altro con la Francia, entrambi di recente autorizzati in Italia.
L’obiettivo è la “Super Smart Grid”, una rete ancor più diffusa con i Paesi mediterranei che, grazie all’attuazione dei progetti Desertec e Medgrid, permetterà di trasmettere verso l’Europa l’energia rinnovabile prodotta nelle aree del Medio Oriente e Nord Africa. Inoltre, Terna sta studiando, in collaborazione con i TSO frontalieri, ulteriori progetti di interconnessione con Tunisia e Croazia.
A pochi mesi dall’approvazione del “Terzo Pacchetto Energia” quali sono le conseguenze per Terna?
Il Decreto legislativo approvato lo scorso 31 maggio dal Consiglio dei Ministri - recante attuazione della Direttiva 2009/72/CE, relativa a norme comuni per il mercato interno dell’energia elettrica - ha mantenuto per Terna la possibilità di realizzare e gestire batterie per l’accumulo di energia (impianti per i “servizi di rete” che servono a migliorare sicurezza e stabilità del sistema elettrico italiano e ridurre i prezzi dell’energia) e di partecipare alle gare per realizzare e gestire impianti di accumulo tramite sistemi di pompaggio (punto su cui però si rimanda a un ulteriore decreto), mentre ha inibito qualsiasi attività di gestione, produzione e vendita di energia, anche solo temporaneamente.
Qual è la sua valutazione sull’attuale politica energetica dell’Unione Europea compresa nella strategia Europa 2020 (riduzione del gas serra, incremento del 20% la quota delle fonti rinnovabili, riduzione dei consumi energetici del 20%)?
Rappresenta la strada maestra da percorrere. Occorre agire su più fronti, da un uso più razionale dell’energia, che deve coinvolgerci tutti, cittadini e imprese, alla promozione delle fonti rinnovabili. Anche la rete può e deve fare la sua parte. La sfida è di costruire reti sempre più flessibili e “intelligenti”, che siano in grado di far fronte ai grandi cambiamenti in atto. Terna è pronta e farà la sua parte.
FONTE: Euractiv.it

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